HomeLega BasketAndrea Bargnani, il Mago è tornato: "Treviso è stata la mia rampa...

Andrea Bargnani, il Mago è tornato: “Treviso è stata la mia rampa di lancio per l’America”

Vent’anni volati via in un soffio, ma il ricordo è nitido come se fosse ieri. Andrea Bargnani, per tutti “Il Mago”, è tornato a calcare i parquet italiani, stavolta in una veste differente ma con la stessa lucidità che lo portò, primo europeo della storia, sul tetto del mondo con la chiamata numero uno al Draft NBA 2006.

Oggi, nel suo nuovo ruolo di Executive Advisor per la LBA, Bargnani osserva il basket italiano con l’occhio di chi ha vissuto il sogno, partendo da quella Treviso che, nei primi anni Duemila, era il centro gravitazionale della pallacanestro europea. Ecco la sua intervista a La Tribuna di Treviso.

Gli inizi in Ghirada e l’intuizione di Ettore Messina

Il legame tra il lungo romano e la città di Treviso affonda le radici in un passato fatto di lavoro duro e intuizioni geniali. “Il primo contatto avvenne nel 2001 in Ghirada per il Basketball Without Borders“, ricorda Bargnani. Ma è sotto la guida di Ettore Messina che la sua carriera ha subito la sterzata decisiva.

Arrivato alla Benetton come “dodicesimo uomo” a soli diciotto anni, Andrea si è trovato catapultato in un ambiente di veterani. La scommessa di Messina era chiara: trasformare quel ragazzone con le mani educate in una sorta di Dirk Nowitzki italiano. Nonostante molti lo etichettassero come un centro, Bargnani rivendica la sua natura: “Da ragazzino giocavo playmaker, non sono mai stato un numero cinque puro“. Fu proprio lo spostamento nello spot di ala piccola a scatenare il suo potenziale, culminato in una stagione 2005-2006 da incorniciare.

Dallo scudetto alla conquista di Toronto

Il 2006 resta l’anno d’oro: il titolo di miglior giovane di Eurolega, lo scudetto vinto contro la Fortitudo e quella schiacciata iconica in faccia a Kris Lang che fece sobbalzare gli scout oltreoceano. Eppure, il passaggio dal sistema di David Blatt alla NBA non fu privo di sfide.

A Toronto trovai una squadra molto europea nella mentalità“, spiega Bargnani, ricordando come il primo vero approccio con i Raptors avvenne già nel 2004, durante un’amichevole estiva in cui segnò 13 punti contro la franchigia di Chris Bosh. Quella notte del Draft, vissuta con una calma olimpica (“Ero rilassato, avevo appena vinto lo scudetto”), ha segnato l’inizio di un’era per il basket azzurro.

Il presente in LBA: tra consulenza e spettacolo

Oggi Andrea Bargnani ha deciso di rimettersi in gioco dietro la scrivania, supportando la presidenza di Maurizio Gherardini. Non è solo una questione di ufficio: il Mago ha recentemente partecipato allo Showtime Game di Torino, dimostrando che il feeling con il canestro non svanisce mai del tutto.

Con la consueta ironia, commenta il suo rapporto con le “vecchie glorie”: “Nel 2020 a Treviso ero ospite ma non giocai: era un Old Star Game e io non mi sentivo ancora così vecchio!“. Il legame con la Marca resta però viscerale, una sorta di seconda casa dove tutto ebbe inizio.

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui
Captcha verification failed!
CAPTCHA user score failed. Please contact us!