HomeEuroLeagueAndrea Trinchieri: "All'inizio vagabondi, poi ho visto qualcosa nei miei giocatori"

Andrea Trinchieri: “All’inizio vagabondi, poi ho visto qualcosa nei miei giocatori”

Rimonta incredibile dello Zalgiris Kaunas contro un’Olimpia Milano che dilapida ben 27 punti di vantaggio nel secondo tempo. Queste le parole di coach Andrea Trinchieri nella conferenza stampa del dopo partita.

Difficile commentare una partita così. Per tre quarti abbiamo fatto molto male, non siamo riusciti a processare e rigenerarci dopo la partita di Bologna. Per tre quarti è stato un no-show, e avevamo anche un brutto linguaggio del corpo. Quando non funziona nulla essere sotto i riflettori non è facile. Avevamo un linguaggio del corpo che non è adatto a dei giocatori dello Zalgiris. 

Ho dovuto trovare cinque giocatori che lavorino insieme e funzionino. Non abbiamo mollato, abbiamo rimontato e abbiamo avuto un quarto quarto fantastico da 16-37. Tutta l’energia che non avevamo è arrivata: abbiamo battuto l’uomo, preso rimbalzi, stoppato tiri. Torniamo a casa dopo due partite in Italia e due vittorie, potrebbe essere andata peggio.

Una partita che rimarrà nella storia dell’Eurolega:

È un po’ presto, stanno succedendo tante cose strane. Mi tengo stretta la vittoria. Da un lato ci può essere un’iniezione di grande fiducia. Dall’altro ci rendiamo conto che senza la giusta energia e fisicità non possiamo giocare nessuno. Una partita del genere ti lascia con una situazione molto chiara, non ci sono dubbi. 

Sulla presenza e il calore dei tifosi:

Facile farsi sentire quando sei avanti e stai vincendo, più difficile quando ti prendono a calci nel sedere e a pallate. Ad un certo punto dovevamo essere arrestati per vagabondaggio. Lì i tifosi ci hanno sostenuto e noi abbiamo infilato un parzialone. Negli ultimi due minuti ho visto qualcosa di diverso negli occhi dei miei giocatori. Chiunque ho messo ha portato qualcosa. Abbiamo fatto prima clac e poi click. 

Ho capito che potevamo vincerla quanto noi torniamo sotto di 10, loro mettono una bomba allo scadere con Dimitirijevic e lì io ho detto “ahia, questo è il chiodo”. Invece le facce dei giocatori mi hanno detto di no, e io li ho accompagnati.

 

 

Marco Marini
Marco Marini
Marchigiano fuori sede, studio Relazioni Internazionali e nel frattempo mi diletto a scrivere della mia più grande passione: il basket.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui
Captcha verification failed!
CAPTCHA user score failed. Please contact us!