Aria pesante intorno alla Openjobmetis Varese. La sconfitta di Cremona, in uno scontro salvezza già importantissimo seppur alla 10a giornata di campionato, ha esasperato gli animi dei tifosi ospiti presenti al PalaRadi. Sotto accusa la sconfitta, certo, ma soprattutto la brutta prestazione della squadra di Herman Mandole nel secondo tempo. Un secondo tempo con i giocatori praticamente “in sciopero”, a parte capitan Librizzi e Davide Alviti. Oltre il danno, la beffa. E cioè i 18 punti di scarto contro una diretta concorrente, la Vanoli, per la salvezza.
Nel mirino dei tifosi è finito Luis Scola. Il giorno successivo l’amministratore delegato della Pallacanestro Varese è stato preso di mira da due striscioni appesi di fronte al palazzetto.
Sul primo un riferimento a Claudio Coldebella (allora general manager varesino, che “venne a contatto” con gli ultras della curva). Sul secondo un riferimento allo “stile americano” malvisto dai tifosi. Con un avvertimento. “Salva Varese o sono cazzi tuoi”.

Insomma, un clima pesantissimo con, sullo sfondo, il derby di domenica a Masnago contro Milano, con altri “sotto temi” legati alla partita: il ritorno di Nico Mannion a Masnago e i festeggiamenti per i 60 anni dall’inaugurazione del “Lino Oldrini” (oggi Itelyum Arena).
Oltre a Scola sotto accusa c’è anche Herman Mandole. L’allenatore argentino non è sinora riuscito a far scattare il click alla squadra, a parte le vittorie contro Pistoia e Virtus Bologna. Anche se visibilmente provato nel post partita del PalaRadi, Mandole è stato confermato dalla società e domenica sarà in panchina. Nessuno pensa che sia lui il responsabile (o l’unico responsabile) della situazione, ma come sempre in Italia e in Europa a finire sulla graticola ci va l’allenatore.
Ed è proprio la differenza tra lo stile italiano/europeo (quello rimpianto dai tifosi) e quello americano (portato avanti da Luis Scola e dall’attuale management, Moreyball compreso) un altro dei motivi di frizione a Varese. Quasi uno scontro generazionale, ideologico o culturale se si preferisce chiamarlo così, tra due mondi differenti di intendere e di gestire la pallacanestro.
Ad appesantire ulteriormente il clima c’è da registrare un blitz nel cuore della notte all’interno della Itelyum Arena. Ignoti hanno preso di mira gli Sky Box inaugurati di recente, vandalizzandoli. Facile associare il blitz alla contestazione, anche se ovviamente non è scontato che sia così. Ma viene immediato immaginare gli Sky Box come simbolo della “americanizzazione” (ma meglio sarebbe dire modernizzazione) contestata dai tifosi a Luis Scola e associata sui social ad una sorta di “lotta di classe” tra tifosi ricchi e tifosi poveri. Situazione ovviamente sbagliata, anzi opposta, alla realtà dei fatti.
La parola adesso passa al campo. Come sempre succede, la vittoria sarebbe il miglior ramoscello d’ulivo che mette d’accordo concezioni di pallacanestro opposte. Europee o americane che siano.





