HomeLega BasketSerie A2Attilio Caja risponde a Pansa: "Polemica per mettersi in mostra"

Attilio Caja risponde a Pansa: “Polemica per mettersi in mostra”

Non accenna a placarsi la polemica tra Attilio Caja e Lorenzo Pansa. Polemica espolsa nel post partita tra Fortitudo e Vigevano. Dopo le dichiarazioni del coach di Vigevano, che ha attaccato apertamente Caja, è arrivata la secca replica del coach fortitudino nel corso di Sport Club.

Andiamo con ordine e ricostruiamo i fatti.

L’attacco di Pansa

Al termine della sfida tra la sua Vigevano e la Fortitudo Bologna, Lorenzo Pansa ha attaccato Attilio Caja in conferenza stampa. Un battibecco già iniziato in campo, che è costato un fallo tecnico a testa per i due protagonisti. Lorenzo Pansa spiega le motivazioni dietro l’alterco:

Il mio diverbio finale con Caja? È un grande allenatore, ma ancora una volta si è dimostrato di essere l’uomo che ha sempre dimostrato di essere. Ha parlato tutta la partita con i miei giocatori, io mai mi permetto di parlare con un giocatore della squadra avversaria, dal punto di vista non è accettabile. Mi dispiace se si è offeso, ma io non accetto che vengano rivolti epiteti continui a miei giocatori durante la partita, al limite lo dovrei fare io per alcuni errori che abbiamo commesso”.

La replica di Attilio Caja

Immancabile è arrivata la replica di Attilio Caja alle dure parole di coach Pansa. Il coach pavese ha parlato ai microfoni di Jack Bonora, nel corso dell’ultima puntata di Sport Club. Una replica che sembra non voler mettere la parola fine alla querelle tra i due tecnici, anzi:

Quando non hai argomentazioni tecniche la butti in caciara, come si dice a Roma. Vuoi distogliere l’attenzione e parli di altre cose. Per lui fare una polemica con me è un motivo per farsi conoscere. Se fa una polemica con me va sui giornali perché ci vado io, di conseguenza si aggrega lui e qualcun altro. Io ho il tempo per pensare alle mie cose.

Davanti alla mia panchina Rossi continuava a fare flopping e a agganciarsi ai miei giocatori, io gli ho detto di farla finita e di giocare a basket. Lui ha risposto che era la sua pallacanestro, io gli ho detto che forse non aveva altre armi e faceva così per questo. L’arbitro ha sanzionato un tecnico a me e a lui: è giusto, sono cose che non si fanno. Tale Pansa si dimentica che è successo anche a lui la stessa cosa: Gabriel è stato provocato dalla sua panchina, ha preso tecnico insieme alla panchina. Quindi non mi venga a fare la morale su come ci si deve comportare, non mi pare abbia il patentino per dire chi è una brava persona o no.

Cosa vuol dire una brava persona? Se io sull’autobus faccio sedere una vecchietta sono una bella persona? Chi è lui per decidere chi è a modo e chi no. E per chiudere, un grande dirigente sportivo diceva che le brave persone servono per servire le Messe. Poi io sono di Pavia, loro di Vigevano: noi siamo il capoluogo, loro la provincia”

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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