HomeNBAAustin Reaves: "Una settimana da Dio"

Austin Reaves: “Una settimana da Dio”

Non tutti i mali vengono per nuocere in casa dei Los Angeles Lakers, attualmente con un record di 3 vinte e 2 perse nonostante i problemi fisici di LeBron James – deve ancora debuttare- e Luka Doncic – 92 punti nelle prime due partite, poi lo stop -.
Senza i due campioni gialloviola, è toccato ad Austin Reaves lo scettro del comando, un invito a nozze per l’ex Oklahoma.

Dopo il game-winner contro Minnesota e il career-high a quota 51 punti contro Sacramento , Reaves ha affermato:

“Fisicamente è un po’ più complicato, ma mentalmente è come prima, cerco sempre di capire come posso aiutare la squadra a vincere— sia quando possiamo contare su LeBron e Doncic che senza di loro. La chimica costruita finora è ottima: continueremo in questa direzione”

Per molti potrebbero risultare parole di circostanza, ma Reaves anche prima di questo formidabile inizio di regular season la pensava allo stesso modo. Mettendo le vittorie di squadra davanti alla gloria personale.

“Credo di aver ciò che serve per diventare un All-Star. Ma tutto questo, secondo me, è relativo. Ringrazio Dio di poter giocare con Luka e LeBron. Non voglio trovarmi in una situazione in cui vado in campo solo per forzare tiri e mettere su numeri. Se quello è il percorso per diventare un All-Star, allora non mi interessa.”

L’ex Oklahoma per molti versi è la spalla ideale per una prima opzione offensiva come Doncic. Non ha problemi a muoversi off the ball per ricevere e tirare, oppure ad attaccare dal lato debole. Allo stesso tempo è un ottimo interprete del pick’n’roll, ed un fantastico finisher nei pressi del ferro. Non è un super atleta, ma ovvia con timing e footwork. Dal punto di vista offensivo è una delle guardie più complete della lega:

austin reaves

Le due tabelle – via CraftedNBA – testimoniano dell’incredibile inizio di AR, e confermano la sua pericolosità ed efficienza non solo come scorer primario, ma anche come creatore e come arma lontano dalla palla. Non si tratta di exploit isolati, Reaves non ha cambiato radicalmente modo di giocare o la selezione dei suoi tiri. Semplicemente ora ha un peso specifico superiore nella rotazione dei Lakers, il volume di gioco da prima opzione è l’ovvia conseguenza. Molto meno scontata l’efficienza mantenuta in questa decina di giorni, al punto che sarebbe ingiusto aspettarsi che continui a rendere in questo modo – 34.2 punti, 5.8 rimbalzi, 10 assist e 1.8 recuperi, 52% FG, 38% 3P, 89% FT-.

Guardando al futuro, coach Redick dovrà trovare il modo di integrare LeBron senza tarpare troppo le ali a quello che potrebbe essere uno dei migliori backcourt NBA nella metà campo offensiva. Non sappiamo se Il Prescelto sia pronto ad accettare di buon grado un ruolo da ‘jolly’, che gli consenta di sfruttare al meglio la superba visione di gioco e magari ad evitare troppi scontri fisici sotto i tabelloni. Un Reaves del genere sarebbe una garanzia in questo senso, anche nei minuti senza lo sloveno in campo.

Ciò che sappiamo è che in ogni caso il 27enne ‘undrafted’ da Oklahoma non creerà nessun problema.

“Voglio vincere. Se questo significa essere la ‘terza opzione’, fare quello che ho fatto l’anno scorso, ma avere la possibilità di competere nei playoff e lottare per il titolo, allora preferisco di gran lunga questo piuttosto che essere un All-Star.”

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