Dopo una carriera passata in Italia, la scorsa estate Awudu Abass ha deciso di fare uno step importante, lasciando il nostro paese e unendosi all’ambizioso progetto del Dubai Basketball.
Il giocatore italiano, reduce da un’esperienza quadriennale con la Virtus Bologna, aveva voglia di una nuova sfida e non si è lasciato sfuggire l’opportunità di essere tra i primi rinforzi della nuova squadra basata negli Emirati Arabi Uniti.
In un’intervista rilasciata a BasketNews, Abass ha spiegato alcune delle ragioni che lo hanno portato a lasciare l’Italia e a scegliere Dubai come nuovo approdo per la sua carriera.
“Per tanti anni avevo pensato alla possibilità di andare a giocare all’estero ma fino alla scorsa estate non si era mai presentata l’opportunità giusta”, ha dichiarato Abass. “Volevo avere un ruolo più centrale, volevo maggiori responsabilità e quando il GM di Dubai mi ha detto che avrei avuto l’opportunità di ricostruire la mia legacy qui, ho deciso che era arrivato il momento di cambiare”.
Nella sua prima stagione lontano dall’Italia, Abass sta mettendo su numeri importanti. In ABA League, l’ex Virtus sta viaggiando ad una media di 12.3 punti, 5.1 rimbalzi, 1.5 assist e 1.2 palle rubate a partita, il tutto condito dal 38% nel tiro dalla distanza. Abass è uno dei giocatori chiave per il sistema di coach Jurica Golemac.
“Qui in ABA League lo stile di gioco è più fisico, sia gli allenatori che gli arbitri ti lasciano utilizzare di più il tuo fisico e la tua esplosività, per me questa è una cosa ideale”, ha spiegato Abass. “In Italia c’è un po’ più di ritmo, qui invece le squadre cercano di limitarti con la loro fisicità”.
“Poi viene data tanta fiducia ai giovani, che hanno minuti e fiducia. Ricordo che quando ero ragazzo a Cantù per me era difficile trovare minuti, lo spazio era poco e ogni singolo errore lo pagavi caro. Qui, invece, gli allenatori sono molto più propensi a dare fiducia ai ragazzi più giovani e tanti prospetti che sognano di giocare in EuroLeague o in NBA vengono qui sapendo che troveranno spazio”.
Awudu Abass ha poi sottolineato, come, la squadra, nonostante sia alla sua prima stagione in assoluto, stia già producendo ottimi risultati e abbia trovato una chimica invidiabile, sia sul campo che fuori.
“La nostra squadra è fantastica, abbiamo tantissimo talento e una grande chimica tra di noi. Facciamo girare benissimo il pallone in attacco e tutti sanno rendersi pericolosi”, ha spiegato l’ex Virtus Bologna. “Ci sono state tante partite in cui almeno 6 giocatori sono andati in doppia cifra, ci piace proprio giocare assieme e quando muoviamo la palla è veramente difficile limitarci”.
L’ala piccola ha poi parlato di quello che potrebbe essere il futuro del progetto Dubai anche nelle competizioni europee. La squadra, quest’anno, sta giocando solo in ABA League ma già dalla prossima stagione potrebbe debuttare in una delle competizioni europee.
“Quest’anno credo che giocare una sola competizione sia stata la scelta giusta, avevamo bisogno di tempo per assimilare tutto e conoscerci come si deve. Anche il club aveva bisogno di tempo per organizzare tutto come si deve”, ha dichiarato Abass. “La prossima stagione in Europa? Perchè no? Non vedrei l’ora, che sia EuroCup o EuroLeague per me non fa differenza, so che potremmo fare delle ottime cose”.
Il club di Dubai sta costruendo, pian piano, un rapporto con i tifosi della zona, che certo non è conosciuta per avere una grande tradizione cestistica. Ma già dopo qualche mese, Abass inizia a vedere i primi risultati del lavoro di marketing svolto dal club.
“Credo che qui ci sia un potenziale unico, perchè a livello di entertainment hai la possibilità di mettere su uno show molto simile a quello della NBA ma poi sul campo hai uno stile pienamente europeo, questo mix credo sia davvero intrigante anche per i tifosi”, ha spiegato l’ex giocatore della Virtus.
“L’arena dove giochiamo è bellissima e l’atmosfera durante le partite è fantastica, arrivano tante famiglie. La gente, poi, inizia a riconoscerci anche fuori dal campo, quindi vuol dire che si stanno abituando. Mi è già capitato diverse volte che mi riconoscessero mentre ero in giro, anche se magari avevo il cappuccio sulla testa. Dobbiamo solo essere pazienti e continuare a lavorare, perchè il potenziale è davvero elevato”.








