Con un secondo tempo da incorniciare, Jaylen Barford guida la UnaHotels Reggio Emilia al successo esterno ai danni del fanalino di coda Napoli.
L’ex Pesaro, disastroso in avvio di gara, cambia diametralmente la propria prestazione dopo il lungo passaggio in panchina dovuto ai 3 falli già accumulati nel primo quarto, sciorinando un 4/4 da 3 prima d’incappare nel suo unico errore a giochi già fatti.
Napoli, che perde anche Totè ad inizio terzo quarto, non può pensare di aggrapparsi ad attenuanti. Le rotazioni corte e la presenza di giocatori ormai consci di essere ai saluti sono la dimostrazione della serie di errori commessi da chi, questo roster, era incaricato di costruirlo al meglio.
Decisivo il parziale di 16-0 in avvio di secondo quarto che, dal 25-21, porta al 25-37, da lì gli uomini di Priftis controllano le varie sfuriate dei padroni di casa con un Barford mortifero nei momenti in cui la partita potrebbe cambiare verso.
Napoli Basket
Copeland 4: meriterebbe anche di meno per i disastri che combina. Ha la valigia pronta e non ci tiene a lasciare un buon ricordo di sè alla piazza.
Treier 7: ci prova in tutti i modi, ergendosi in vari momenti a leader offensivo della squadra e cercando di scuotere anche i compagni meno coinvolti.
Pangos 5: stavolta non riesce a dare la sua solita regia e si vede, c’entra anche la poca collaborazione dei compagni che avrebbero il talento di tradurla in punti, ma ciò non lo esime da responsabilità per una prestazione sotto tono.
De Nicolao 6,5: riesce anche a segnare, andando di pura caparbietà ad attaccare il ferro quando i compagni non si propongono per soluzioni costruite. Non fosse stato per i 5 falli commessi, la partita l’avrebbe finita lui e non Copeland.
Woldetensae 6: primo tempo impalpabile, cresce nella ripresa prendendosi più di qualche responsabilità.
Manning 4,5: almeno stavolta non si nota che è in campo, anche lui è in lista di sbarco (si parla di Turchia), anche lui non verrà certo rimpianto.
Totè 5: non è al meglio e si vede, patisce la fisicità degli avversari diretti, pur togliendosi lo sfizio di stoppare Faried. Nel secondo tempo è costretto ad alzare bandiera bianca e lasciare definitivamente il campo.
Bentil 6,5: doppia doppia per lui, ma troppi tiri mandati alle ortiche. Da leader, cerca di dare una scossa ai compagni anche dopo la sirena finale, si spera che venga finalmente seguito da tutti.
Fiodo NE
Mabor NE
all. Valli 5: non è colpa sua se le rotazioni sono ridotte a livelli UISP, per quelle citofonare Responsabile dell’Area Tecnica, tuttavia non riesce a trovare soluzioni efficaci nel momento in cui la Reggiana spacca la partita. È il meno responsabile di tutti, però. Sia chiaro.
Area Tecnica, 2: la sconfitta numero 10 su 10 partite porta la firma di chi, non più di 10 mesi fa, sorrideva nelle foto con la Coppa Italia e si beava delle ovazioni della piazza. La stessa piazza che oggi deve cercare su google per ricordarne le sembianze. Una pausa nazionali saldata senza rinforzi, anzi, con un’uscita verso una diretta concorrente per la salvezza, è imperdonabile. Se Valli, in conferenza stampa, lamenta la mancanza di elementi, gli imputati sono chiari. Procrastinazione su procrastinazione, mezze misure su mezze misure. Fosse stata affrontata dopo Sassari, probabilmente la situazione non sarebbe stata così disastrosa. Diceva un ex calciatore, qualcuno si è forse abituato troppo bene, ha mangiato troppa nutella. Ora toccano altri tipi di pietanze.
UnaHotels Reggio Emilia
Barford 8: primo quarto a dir poco horror, passa il secondo in panchina a riflettere e trova l’illuminazione. Nella ripresa è mortifero, segna con e senza spazio, libero e contestato. E lo fa nei momenti decisivi del match.
Winston 7,5: è il generale in capo del primo tempo reggiano, segna, fa segnare, difende, stoppa. Nella ripresa cala sensibilmente alla distanza, lasciando ad altri la scena. Esce per raggiunto limite di falli.
Faye 5: sente le fatiche di BCL e le paga caricandosi presto di falli senza incidere nella gara. Due liberi sul finale di terzo quarto permettono alla Reggiana di mantenere 3 possessi di vantaggio all’ultimo giro di boa, anche lui chiude anzitempo la propria gara.
Gombauld 7: gli continuano a dire di tenere pronta la valigia, lui nel frattempo produce a fari spenti un’altra prestazione di sostanza.
Uglietti 7: l’ex capitano partenopeo si trasforma in core ‘ngrato quando segna la bomba del 60-66 che ricorda tanto quella con cui, da azzurro, aveva trafitto Udine in finale di Coppa Italia di A2 quattro anni fa. Tanto lavoro sporco, 9 punti senza errori e gli applausi meritati di chi non l’ha dimenticato.
Vitali 5,5: offensivamente inesistente, si fa sentire a rimbalzo e spendendosi nella propria metà campo ma vanifica gran parte del proprio lavoro perdendo 3 palloni che potevano essere sanguinosi.
Faried 6: si vede che non è ancora al top ma di prende le alture raccogliendo 9 rimbalzi e offre sprazzi di basket di livello superiore con un paio d’assist d’autore ed un blocco flare che libera Barford per un altro macigno dal perimetro.
Grant 6: si fa sentire in difesa e produce qualcosina nell’altra metà campo. Ligio al dovere.
Cheatham 5,5: offensivamente regala uno svitamento che supera le mani alte dell’avversario in un momento importante, per il resto passa gran parte del match quasi inosservato, senza infamia e senza lode.
Gallo sv
Fainke NE
Chillo NE
all. Priftis 5,5: non raggiunge la sufficienza perchè, per l’ennesima volta, non riesce a gestire i problemi di falli dei suoi. Che Napoli sia una squadra allo sbando gli permette di uscirne indenne, cosa non accaduta lo scorso anno alle Final Eight. Per il resto la squadra controlla agevolmente le sorti dell’incontro dopo lo scatto in avanti che la porta sul 25-37.
