Nato in America, più precisamente a Milwaukee, non possiamo non parlare di NBA. Tifoso Bucks?
Se dovessi scegliere una squadra probabilmente prenderei loro, ma non li seguo con così tanto trasporto. Sono sempre stato abituato a seguire tanti campionati, tante squadre e tanti giocatori, seguire diversi sviluppi di carriera per affezionarmi a una sola maglia.
Tra tutti i diversi modelli, a quel giocatore ti sei ispirato di più?
Tanti, troppi tra cui decidere! Potrei dire Carmelo Anthony e la sua capacità di creare attacco ma è solo un esempio, cerco di imparare diverse abilità da tanti cestisti. La pallacanestro si è ormai evoluta in tutto il mondo, focalizzarsi solo su un campionato o un tipo di giocatore sarebbe riduttivo. È bello, invece, cercare di apprezzare i diversi approcci nei diversi paesi.
Come ti descriveresti tecnicamente, per tutti i tifosi di Tortona e gli appassionati italiani? Skillset, punti di forza e debolezze…?
Ho sempre giocato da 4 e da 5: una delle mie peculiarità è proprio la versatilità e la capacità di segnare anche dall’arco (quasi il 40% da 3 nel 2022/2023). Essendo 204 cm riesco a sfruttare la taglia e la stazza per concludere sia da lontano che da sotto, coprendo bene i 28 mt di campo.
Quando sono stati i primi contatti con Tortona?
Appena terminata la mia stagione NCAA la società ha contattato Massimo, il mio agente. Hanno espresso sin da subito grande interesse e hanno fatto un’offerta che ho accettato nel giro di una settimana. Ho finito la stagione il 13 marzo e a fine mese avevo già deciso: a inizio aprile ho parlato col coach di Virginia Tech e gli ho comunicato che avrei giocato in Italia dall’anno prossimo.
Hai già incontrato i tuoi futuri compagni e allenatori?
Sì, sono atterrato a Milano e ho passato già 6 settimane a Tortona. Nei primi giorni mi sono rotto un dito, così ho già fatto esperienza delle terapie in Italia. Ho già conosciuto però giocatori e staff, è stata un’esperienza positiva.
Prime impressioni sul campionato italiano e sulla pallacanestro tricolore? Come descriveresti il rapporto che hai creato con coach Ramondino, per quello che hai potuto vedere?
È stato impressionante vedere il livello globale di talento della LBA. Qui tutti usano gli angoli di blocco giusti e il corpo in maniera corretta per creare spazi e separazione. Tortona in particolare lo fa molto bene, giocare qui sarà davvero stimolante. Il movimento di palla e la condivisione dei possessi si addicono bene al mio stile di gioco: i lunghi giocano sia interni che sul perimetro. Coach Ramondino mi è piaciuto davvero molto, come uomo e come allenatore: ha vinto il COY, guida la squadra da quando era in LNB e l’ha portata al 3° posto in LBA. Sarà un piacere lavorare con lui.





