Dopo un’estate da protagonista assoluta sul mercato, con gli arrivi di Jaylen Brown e LeBron James, Philadelphia si ritrova con un roster corto e la necessità di aggiungere profondità. Tra le strade esplorate dalla dirigenza spunta un nome a sorpresa: Ben Simmons, prima scelta al Draft 2016, che con i Sixers aveva chiuso i conti nel 2022 in modo tutt’altro che sereno.
Il punto di partenza è un’intervista rilasciata a Men’s Health lo scorso giugno, in cui Simmons aveva raccontato il suo anno sabbatico trascorso principalmente a pescare, dopo la fine dell’esperienza ai Clippers nella primavera del 2025. In quell’occasione aveva anche lasciato intendere qualcosa di preciso:
«Magari tornerò a Philadelphia.»
All’epoca sembrava poco più di una battuta. Nel frattempo, però, la franchigia è cambiata radicalmente, e quella frase ha iniziato ad assumere un peso diverso.
Il futuro di Ben Simmons tra il nodo salariale e l’ombra di Miami
A trent’anni appena compiuti e con oltre un anno di inattività alle spalle, Simmons potrebbe comunque rappresentare una soluzione utile per allargare le rotazioni. Il problema è concreto: Philadelphia, con il monte ingaggi attuale, non avrebbe nemmeno lo spazio per offrirgli un contratto al minimo salariale. Senza aggiustamenti di roster che liberino margine, la strada sarebbe bloccata sul nascere.
Ed è qui che entra in scena Miami. Anche la franchigia della Florida è alla ricerca di giocatori disposti a firmare al minimo per completare il roster, e qualora i Sixers non riuscissero a sistemare i propri conti, potrebbero farsi avanti per Simmons prima che Philadelphia abbia la possibilità di muoversi.
