Quella che si sta vivendo è una stagione di EuroLeague intensa sotto molteplici aspetti: l’espansione a 20 squadre, l’ingresso di Dubai, le tensioni geopolitiche che hanno costretto le squadre israeliane a giocare in campo neutro, i rumors sull’arrivo dell’NBA in Europa e il cambio al vertice della lega con l’avvicendamento tra Paulius Motiejunas e Chus Bueno. Ma c’è un tema che, nonostante la sua gravità, sta passando quasi inosservato nel Vecchio Continente: Antonio Blakeney, guardia dell’Hapoel Tel Aviv, è al centro di un’indagine federale statunitense su scommesse illegali e combine.
Le accuse contro Blakeney
Il 15 gennaio scorso, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti e l’FBI hanno annunciato che Blakeney era sotto indagine nell’ambito di un caso di scommesse illegali su partite di basket universitario che coinvolge 39 giocatori. Secondo le accuse, Blakeney avrebbe aiutato a reclutare giocatori del college per truccare partite, su ordine di due organizzatori del giro, Marves Fairley e Deniro Laster.
La collaborazione tra Blakeney e i due sospettati sarebbe iniziata nel 2022, quando il giocatore militava in Cina. Blakeney avrebbe alterato le proprie prestazioni per favorire le scommesse di Fairley e Laster, ricevendo in cambio 200.000 dollari in contanti, lasciati in un deposito di sua proprietà. Le scommesse sulle partite cinesi di Blakeney sarebbero servite come test per verificare la possibilità di replicare lo schema negli Stati Uniti.
A conferma delle irregolarità in Cina, va ricordato che nel 2023 la lega cinese multò i Jiangsu Dragons — la squadra di Blakeney — e gli Shanghai Sharks, avversari nei playoff, per aver violato lo spirito della competizione. Entrambe le squadre furono sospese per il resto della stagione e i rispettivi allenatori ricevettero squalifiche pluriennali.
L’indagine si allarga: il legame con il caso “Nothing But Bet”
La situazione per Blakeney potrebbe essere ancora più grave. In un recente episodio del podcast Pablo Torre Finds Out, sono emersi nuovi dettagli che coinvolgono ulteriormente il giocatore. Secondo Torre, Blakeney sarebbe coinvolto anche nell’indagine “Nothing But Bet”, che ha toccato figure NBA come Terry Rozier e Chauncey Billups.
Nei documenti dell’indagine, Blakeney sarebbe indicato come un ex giocatore NBA che “a tratti” avrebbe tratto profitto dallo schema illegale. Rozier, dal canto suo, era stato accusato di aver influenzato le scommesse su di sé informando amici che avrebbe lasciato una partita in anticipo per infortunio, permettendo loro di puntare sul suo “under”.
Diverse fonti investigative avrebbero rivelato a Torre che Blakeney sarebbe la persona identificata come “co-cospiratore 1” nei fascicoli dell’indagine. Torre ha inoltre rivelato che Blakeney e Rozier si conoscevano da anni. Durante il podcast sono stati mostrati video di Blakeney e Fairley che festeggiavano insieme dopo aver vinto una scommessa, oltre a prove di pagamenti effettuati da Blakeney a Fairley nel corso degli anni.
Per le attuali accuse legate alle scommesse, Blakeney rischia fino a 20 anni di carcere e una multa di 250.000 dollari. Va inoltre ricordato che il giocatore aveva già precedenti penali: nel maggio 2021 era stato arrestato in Florida con accuse che includevano rapina a mano armata, aggressione aggravata e furto, per aver organizzato una partita di poker e predisposto una rapina ai danni dei partecipanti.
Eppure, in Europa regna il silenzio. Dopo l’annuncio dell’indagine a gennaio, nulla è cambiato per il giocatore, se non il fatto che non è più disponibile per la stampa. L’Hapoel Tel Aviv ha scelto di proteggere e difendere Blakeney a spada tratta. Anche il coach Dimitris Itoudis ha dichiarato che nulla è cambiato e che si aspetta professionalità dal giocatore.
Una posizione quantomeno sorprendente, considerando che le accuse riguardano il reato più grave che un atleta professionista possa commettere: distruggere l’integrità del gioco per un tornaconto economico. Lo stesso Pablo Torre ha provato a contattare il club israeliano, ricevendo come risposta che Blakeney non è disponibile per interviste.
L’EuroLeague, dal canto suo, fatica a far rispettare le regole sulla disponibilità dei giocatori verso i media: i club vengono raramente sanzionati, restando liberi di ignorare le richieste della stampa senza conseguenze. L’ultima apparizione mediatica di Blakeney risale a un’intervista per il podcast Euro Insiders, ora parte dell’offerta di EuroLeague TV, registrata diversi mesi fa, prima dell’apertura ufficiale dell’indagine.
Il giocatore americano è al centro di una delle inchieste più importanti nella storia recente dello sport professionistico statunitense. Eppure, in Europa, se ne parla poco o nulla.
