Il quarto di finale playoff tra Brescia e Sassari è particolarmente difficile da decifrare, nonostante gli 8 punti che hanno diviso le due formazioni al termine della regular season. Numerose le analogie a livello statistico, soprattutto offensivo, e qualche duello individuale davvero intrigante.
La Leonessa arriva all’appuntamento playoff al termine di una stagione incredibile, impreziosita dal record societario di vittorie, tra cui l’incredibile filotto di quattordici “W” consecutive. Un andamento che è valso alla Germani un incetta di premi ai recenti LBA Awards.
Sassari centra la qualificazione playoff per la decima volta nella storia (su 11 partecipazioni in LBA), con un andamento positivo nel finale di campionato. Rispetto ai lombardi, gli isolani hanno attraversato diversi momenti di up&down, trovando la quadra conclusiva probabilmente al momento giusto.
GERMANI BASKET BRESCIA
Qualità e punti di forza
La principale peculiarità della squadra di coach Magro è il perfetto equilibrio tra attacco e difesa. L’asse portante nella metà campo offensiva è rappresentato dal duo Mitrou-Long/Della Valle, tra i principali top scorer del campionato (rispettivamente quinto e secondo nella classifica cannonieri). Con loro in campo Brescia parte da 35 punti segnati, circa il 42% dell’intero fatturato e il 39% dei tiri presi dal campo. Gestire tanti possessi può generare un alto numero di palle perse, in realtà le statistiche parlano di un 41% del valore di squadra, dunque un dato in linea.
Al tempo stesso i biancoblù possiedono giocatori in grado di garantire una valida protezione del ferro, sia sotto le plance (Burns e Gabriel) che sul perimetro (Petrucelli, Laquintana). Un dato decisamente importante da questo punto di vista è la percentuale concessa agli avversari da oltre l’arco, il 32,7%. Nessuna squadra è in grado di fare meglio.
Inoltre, duttilità fa rima con profondità. Il plus maggiore di Brescia è certamente la composizione di due quintetti di assoluto rispetto. L’inserimento di John-Brown ha poi alzato il talento, mettendo un uomo di sicura affidabilità sotto canestro. Dalla panchina escono anche Cobbins (in recupero), il veterano Moss abituato a questo tipo di partite e il blocco italiano Laquintana-Eboua-Parrillo.
Il punto debole
Sembrerà banale ma il punto debole della Leonessa è la Leonessa stessa. Mi spiego meglio, i lombardi hanno giocato la regular season senza il bisogno di dover dimostrare niente a nessuno. Pur dovendo riscattare annate un po’ buie, Brescia ha giocato il suo basket e si è divertita a farlo, rivitalizzando l’intero ambiente biancoblù. Tanti i successi larghi, specialmente nel girone di ritorno, segnali di un meccanismo ormai oliato alla perfezione.
Paradossalmente, i playoff azzerano tutto quello che si è costruito, almeno dal punto di vista pratico. Si riparte dallo 0-0 e, visto l’andamento ben sopra le aspettative, potrebbe subentrare un po’ di pressione. Niente che Brescia non possa gestire, sempre in considerazione della caratura di alcuni giocatori. Ecco perché l’obiettivo deve essere quello di evitare a tutti i costi una possibile gara-5.
BANCO DI SARDEGNA SASSARI
Sassari arriva all’appuntamento playoff con ambizioni crescenti e un ruolo di “underdog” che, come confermato dal presidente Stefano Sardara, può mettere in difficoltà Brescia. La stagione dei Giganti è partita malissimo sotto la gestione Cavina, con un vero e proprio naufragio europeo. Poi l’arrivo di Bucchi e gli innesti di Robinson e Bilan hanno sistemato l’assetto, rendendolo quanto meno più competitivo.
Qualità e punti di forza
I biancoblù possono contare su un asse portante di tutto rispetto, composto dal trio Robinson-Bendzius-Bilan. Il primo ha letteralmente trasformato la Dinamo come un celebre biscotto “da così a così”, dando quella fluidità che con Clemmons era pura utopia. Al secondo miglior assistman si affianca il miglior tiratore dall’arco direttamente da Vilnius. Eimantas Bendzius è stato certamente la punta di diamante del Banco in questa stagione, sebbene anche lui abbia fatto notevolmente fatica a inizio stagione. Infine Miro Bilan, il quale è entrato ufficialmente a regime e si è rapidamente impossessato del pitturato (leader con il 66%).
Al tempo stesso Sassari può trarre giovamento dall’atteggiamento sbarazzino di Brescia. Essendo due squadre dichiaratamente votate all’attacco, il roster di Bucchi potrà giocare ad alti ritmi come spesso predilige, mettendo in striscia i suoi bombardieri. Inoltre, la Dinamo si è dimostrata solida negli scontri diretti con le squadre che la precedono in classifica. Con la Leonessa lo score è di 0-2, ma la Sassari 2.0 potrebbe anche gradire gli sfavori del pronostico.
Il punto debole
Bilanciando le qualità di Brescia si può dire che Sassari non può garantire lo stesso livello di rendimento nei singoli. Ma un conto è giocare 30 minuti di media ogni settimana, diverso il discorso se accorciamo il range alle 48 ore della postseason. In particolare Bendzius potrebbe patire i carichi, mentre Bilan e Robinson avrebbero sicuramente buoni sostituti in Diop e Gentile, entrambi in crescendo nel finale di stagione. Il loro apporto sarà vitale, soprattutto nei duelli uno-contro-uno, così come quello di Kruslin chiamato ad arginare Della Valle
Occhio anche alla lotta sotto i tabelloni, con la Dinamo che cattura meno della metà dei palloni sotto il ferro (il 48.4%). La presenza di Bilan e un Burnell in versione outsider saranno cruciali.
