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Cantù: cosa non ha funzionato vs. Udine (e va presto sistemato)

Per la Cantù del basket è un Natale con fetta di panettone dal retrogusto amaro: dopo la bella vittoria di Rimini, è infatti arrivata la prima sconfitta interna della stagione (74-83) per mano di Udine e in particolare dell’ex Anthony Hickey, autore di una prova da 23 punti (10/16 dal campo) e 6 assist in 30’ sul parquet.

Senza fare drammi, perché la classifica (con l’Apu ora solitaria al secondo posto dietro Rimini e giusto davanti all’Acqua San Bernardo) vede ben nove squadre raccolte nello spazio di 8 punti, va osservato che Cantù non riesce proprio ad avere continuità non solo di risultati ma anche di gioco, in attacco come in difesa. A questo punto della stagione è impossibile essere perfetti, ma alcune cose che non hanno funzionato contro Udine vanno presto sistemate per riuscire ad avere un rendimento più costante, e anche una più precisa fisionomia, nell’immediato futuro.

Riuscire a dare l’imprinting al match. La prima, lucidissima richiesta viene proprio da coach Nicola Brienza: «Sapevamo che Udine avrebbe cercato di metterci in difficoltà con le triple, ma quando Alibegovic ha immediatamente infilato le prime due (anche le sue uniche del match, ndr), noi non abbiamo reagito aumentando l’attenzione difensiva sull’arco. Abbiamo invece continuato a farci sorprendere dai tiratori di Udine, facendogli così prendere sempre più fiducia. Dobbiamo allora lavorare per sviluppare la capacità di dare un imprinting alla partita, facendo da subito quello che serve per indirizzare le cose a nostro favore. Non è questione di metterci più impegno, perché quello c’è sempre da parte dei miei giocatori: si tratta invece di avere il giusto mix di concentrazione e cinismo».

Ritrovare il vero McGee (e i giusti equilibri tra le guardie). Ha perso il duello con Hickey (che alla fine si è goduto gli applausi dei suoi ex-tifosi), ma Tyrus McGee è comunque risultato il top-scorer di Cantù con 17 punti (7/15 dal campo). Non è stata insomma una cattiva prestazione, ma non è stata una prestazione da trascinatore quale l’americano deve essere e quale ha dimostrato di poter essere prima dell’infortunio. Ci sono sicuramente i tempi di recupero da considerare, ma l’impressione è che si debbano recuperare anche certi equilibri offensivi sul perimetro per avere il miglior impatto possibile sul match da McGee così come il meglio dai suoi compagni di reparto. Perché se contro Udine si è visto un buon Moraschini (16 punti, anche se con 3/7 da due e 2/7 da oltre l’arco), sotto tono sono invece stati i tabellini degli altri: 4 punti, 5 assist e altrettanti rimbalzi per De Nicolao; 5 punti e 2 assist per Piccoli; addirittura “virgola” in tutte le voci per Valentini, impiegato per altro per 10 minuti scarsi.

Fare pacchetto nel colorato (senza pestarsi i piedi). 38 a 48 è stato il saldo negativo a rimbalzo di Cantù nella sconfitta al PalaDesio. Come giustamente osservato a fine match da coach Brienza, i lunghi di Udine ne hanno ben avuti di palloni da tirar giù, dal momento che l’Acqua San Bernardo ha tirato con un insufficiente 44% da due (20/45) e un pessimo 19% da tre (5/26). Ed è anche vero che la statistica dei rimbalzi offensivi dice 12 a 11 per l’Acqua San Bernardo. C’è però anche da notare che tanti rimbalzi in attacco dell’Apu sono arrivati nei momenti chiave: un fatto che riporta al punto 1, ovvero all’essere sul pezzo per afferrare l’inerzia del match oltre alla sfera arancione. Mentre più in generale è indubbio che l’arrivo di Hogue sia positivo nei numeri (10 punti, 9.5 rimbalzi nelle prime quattro partite), ma richieda ora la ricerca di una nuova condivisione degli spazi nel colorato con Basile e Baldi Rossi (rispettivamente 14 e 6 punti, con 2 rimbalzi a testa, contro Udine). Per vincere i duelli a rimbalzo, ma anche per attaccare il canestro avversario meglio di quanto visto domenica, al netto dei meriti della difesa dei lunghi di coach Vertemati, con Pini, Da Ros e Johnson (doppia doppia con 10+10) in ottima staffetta difensiva su Basile.

Tutte cose, quelle indicate sopra, che possono certo essere sistemate. L’importante è iniziare a farlo almeno in parte già dai prossimi impegni, che vedranno Cantù affrontare a Piacenza l’Assigeco sabato 28 dicembre e poi ospitare Nardò al PalaDesio domenica 5 gennaio. Due partite che segnano anche la fine del girone di andata, dopo di che avere continuità di gioco sarà ancora più importante, se non decisivo. (Paolo Corio)

 

Paolo Corio
Paolo Corio
Giornalista di professione, scrivo di basket per passione dall'ormai lontana stagione 1999-2000. Per BDP seguo principalmente Pallacanestro Cantù in LBA e Urania Milano in A2.

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