Cantù riparte dal lavoro. Alla vigilia della sfida contro Trento, Andrea De Nicolao sul Giornale di Cantù suona la carica e fotografa il momento della squadra con parole chiare: «Stiamo ricostruendo il Dna di questa squadra e non è facile».
Il tema è quello dei blackout che hanno segnato l’inizio di stagione, soprattutto nei momenti chiave delle partite. «Purtroppo il Dna di questa squadra è questo. Ci sono tanti giocatori con poca esperienza e nei momenti chiave facciamo fatica», spiega il playmaker, indicando nella continuità mentale uno degli aspetti su cui crescere.
La ricetta è semplice, anche se richiede tempo: «Dobbiamo alzare il livello e solo lavorando in palestra lo si può fare». Il gruppo sta assimilando le idee di coach Walter De Raffaele, con un cambio di identità che passa soprattutto dalla difesa e dall’attenzione ai dettagli. «Walter è un allenatore molto schietto. I ragazzi lo hanno capito fin da subito e c’è stata grande disponibilità al lavoro».
La pausa in arrivo dopo Trento potrà essere un’occasione preziosa per consolidare i meccanismi: «Ci vuole un po’ di tempo, speriamo che questa pausa aiuti perché l’obiettivo è alla portata». La fiducia non manca, così come la consapevolezza che il percorso richiede pazienza.
Contro Trento servirà una prova diversa rispetto all’andata. «Quella dell’andata è stata una partita totalmente sbagliata in qualsiasi aspetto la si guardi. Sono sicuro che questa volta imposteremo diversamente la gara e riusciremo a fare una partita diversa».
Fondamentale anche il sostegno del pubblico: «Li ringraziamo. Il loro supporto non è scontato». Cantù vuole ripartire da casa, dall’energia del palazzetto e da una vittoria che manca da troppo tempo.
L’obiettivo è chiaro: crescere, ritrovare identità e costruire basi solide per il finale di stagione.





