Da – 30 a + 6 nel giro di un mese e mezzo. No, questa volta il riscaldamento globale non c’entra: tutta colpa del calendario asimmetrico se l’Urania Milano, sconfitta malamente al PalaDesio il giorno dell’Immacolata, ribalta i valori in campo e infligge a Cantù la settima sconfitta stagionale, seconda consecutiva dopo quella interna subita da Rieti. Per rimanere nell’ambito di gradi e temperature, ecco il termometro della situazione sui due fronti (che per BDP seguiamo in parallelo) dopo la febbre da derby.
Cosa dice il termometro a Cantù. Una coincidenza che pare quasi un teorema del basket: per l’Acqua San Bernardo 9 punti messi a segno nel terzo quarto contro Rieti, con parziale 9-23, e 9 punti nel terzo quarto contro l’Urania, con parziale 9-25. E sempre contro una difesa schierata, spruzzata con un po’ di zona mista nel caso dell’ultima sconfitta.
Su nostra domanda, un (giustamente) nervoso ma disposto al confronto coach Nicola Brienza osserva che mentre nel primo caso la squadra ha avuto un vero passaggio a vuoto di 3-4 minuti, nella terza frazione del derby è in realtà riuscita a costruire tiri dall’arco anche buoni che però non sono entrati. Tutto vero, com’è però vero che il risultato finale è stato lo stesso, con Cantù che non riesce quindi a colmare il gap nell’ultima frazione (50-60 con Rieti alla terza sirena, poi 70-77; 37-48 con l’Urania, poi 57-63), indice a nostro avviso che la squadra – al netto dell’impegno – non ha al momento le capacità di reazione richieste in un torneo ad alto tasso agonistico come questa A2. E con l’evidente problema del non non riuscire a mettere i lunghi nella condizione di essere pericolosi sotto canestro: perché se gli 11 punti e 9 rimbalzi di Hogue sono alla fine un buon fatturato, i 10 di Basile (con 6 da oltre l’arco) e i 2 di Okeke sono poca roba nel colorato, anche senza mettersi a far polemiche su Burns in borghese con un infortunato Possamai in panchina…
Per fotografare il periodo, sempre coach Brienza propone in conferenza stampa la metafora del puntino nero su un’ampia superficie bianca che attira l’attenzione e influenza la percezione della realtà, condizionando in negativo la performance. Anche qui nulla da eccepire, così come condividiamo l’idea del coach che si possa solo continuare a lavorare in palestra per trovare una soluzione. Magari con la fattiva collaborazione di Andrea De Nicolao, perché ci rifiutiamo di credere che un play con la sua esperienza e il suo palmarès non riesca a ispirare migliori soluzioni offensive a questo livello. E magari anche in tempi brevi, perché mercoledì 29 gennaio c’è la trasferta di Bologna contro la Fortitudo di coach Attilio Caja, che della difesa ha fatto un’arte declinata in molteplici forme…
Tra tanti dubbi, c’è una certezza sottolineata sempre da coach Brienza nella concitata conferenza stampa di fine partita: a Cantù manca la guardia tiratrice, ovvero Tyrus McGee. Peccato che la certezza si trasformi immediatamente nell’ennesimo dubbio: al momento in cui scriviamo, nessuno sa ancora quando l’americano sarà effettivamente recuperabile. Una domanda che a questo punto potrebbe o addirittura dovrebbe prevedere una risposta di mercato.
Cosa dice il termometro sul pianeta Urania. Ci perdonerà coach Marco Cardani, dopo essersi regalato una prestigiosa vittoria nel derby nel giorno del suo compleanno, se dedichiamo meno righe alla sua Urania. Quando le cose vanno bene, si possono solo fare i complimenti a staff e giocatori, sottolineando ancora una volta il ruolo di trascinatore assoluto di Alessandro Gentile (16 punti, 6 rimbalzi, 3 assist, con 6 falli subiti), insieme con l’importanza di Amato (11 punti, inclusi due liberi determinanti nel finale, 5 assist) e l’incredibile difesa di tutta la squadra in generale e di Leggio (8 punti, 4 rimbalzi) su Basile in particolare.
Senza poter contare su Udanoh, dopo il – 30 dell’andata e il – 27 di Pesaro nella giornata precedente, per i Wildcats la vittoria nel derby conferma il carattere e la fiducia nei propri mezzi già dimostrati nel torneo. «Nello specifico di questo successo», ci racconta coach Cardani a fine match, «voglio evidenziare il ruolo da leader positivo di Gentile, che ha continuamente ribadito ai compagni – per tutta la settimana, ma anche al rientro nel tunnel dopo la sirena dell’intervallo – come questa fosse un’altra partita rispetto all’andata, che come tale si poteva vincere».
Ora l’Urania è attesa dalla trasferta infrasettimanale a Piacenza prima di ospitare sabato 1 febbraio niente meno che Rimini: oltre che nel rientro di Udanoh, i Wildcats confidano per il futuro nella progressione di crescita del neo-arrivato Ndzie (6 punti, 15 rimbalzi contro Cantù). «Anche se non sembra a una prima occhiata, la nostra è una pallacanestro evoluta, sviluppata da giocatori di esperienza: di fatto Kevin non ha mai giocato in A2, ma si sta dimostrando molto bravo a inserirsi in questo contesto e questo è un ottimo segnale», il commento sempre di coach Cardani. «Come ho già avuto modo di dirgli, Ndzie ha tutto il potenziale per essere presto protagonista in A1 e mi stupirei del contrario». Perché, si sa, fiducia chiama fiducia. E con la fiducia si va lontano. (Paolo Corio)
