La tripla del 79-67 di Moraschini a 90” dalla sirena non è stata solo quella della staffa, con cui Cantù ha chiuso gara 2 al PalaDesio portandosi sul 2-0 nella serie dei quarti playoff con la Fortitudo Bologna. Secondo coach Brienza è stata anche la giocata-simbolo del momento che sta vivendo l’Acqua San Bernardo: “McGee, in una serata da 5/8 da oltre l’arco, era completamente solo oltre la linea ed ero convinto tirasse secondo il gioco deciso nel precedente timeout, ma ha preferito l’extra-pass per Ricky, altrettanto libero per infilarla. E’ stata la conferma che questa è una squadra fatta da gente che ama giocare insieme, passarsi la palla. E se poi Tyrus è in una serata così, in cui finisce per attirare su di sé la difesa, per noi si aprono tantissime altre opzioni per fare canestro”.
Opzioni che Cantù sfrutta al meglio in gara 2: perché se McGee (23 punti in 25’) torna nei panni del top-scorer dopo il passaggio quasi a vuoto di gara 1 e se Basile replica esattamente il tabellino di gara 1 (20 anche questa volta, ma con una maggiore presenza nel colorato certificata dal 6/10 da sotto e dai 9 rimbalzi), tutti i 10 uomini impiegati da coach Brienza vanno a referto; e ci vanno tra l’altro già tutti all’intervallo. Indice di una fluidità offensiva che è stata sicuramente accresciuta con il lavoro in palestra nelle ultime settimane e che è stata amplificata in gara 2 dalla netta superiorità nei rimbalzi offensivi: 13 a 6, 43 a 28 il conto totale per Cantù.
Una maggiore fluidità offensiva che genera anche una contagiosa fiducia e porta per esempio al 3/3 di Okeke da sotto e al 2/3 nelle triple di Valentini, già determinante da oltre l’arco nel terzo quarto di gara 1. Così i tabellini individuali finiscono per sommare 81 punti per Cantù in gara 2: sopra i 78.1 a partita con cui i brianzoli hanno chiuso la regular season, ma soprattutto ben oltre i 73.7 concessi di media dalla Fortitudo Bologna, miglior difesa della stagione regolare in A2.
La difesa, appunto. Quel “giocare insieme” di Cantù sta dando frutti anche in quello che è da sempre il fattore chiave per le leggi non scritte del basket e ancor di più in una serie come questa: l’Acqua San Bernardo ha infatti concesso 64 punti in gara 1 e 67 in gara 2 all’attacco bolognese, non tra i più prolifici del torneo ma comunque abituato a segnarne 75.4 di media. Con il fatturato della coppia Aradori – Gabriel, i due bomber della Fortitudo, tenuto a 34 sabato sera (23 per l’italiano, 11 per l’americano) e a 38 lunedì (17+21), concedendo poco a tutti gli altri e la doppia cifra solo a Freeman (13) nella prima sfida e a Bolpin (11) nella seconda.
Se difendere è sempre la prima regola, la seconda nei playoff è però resettare: ogni palla a due riazzera tutto, indipendentemente da come è andata l’ultima volta. Accadrà anche a Bologna giovedì sera (ore 20.30), in un PalaDozza dalle alte temperature tanto quanto lo è stato il PalaDesio. Come promesso da coach Caja, la Fortitudo darà il massimo per omaggiare i suoi tifosi e per allungare la serie. Cantù dovrà invece dimostrare che quella di gennaio (uscita sconfitta per 74-57 dall’impianto di piazza Azzarita) non era nemmeno lontana parente della squadra attuale. E per ratificare la cosa servirà un’altra, decisiva firma di tutti. (Paolo Corio)
