Simone Giofrè, General Manager dell’Acqua S.Bernardo Cantù, ha tracciato il punto della situazione in casa brianzola raccontando il momento del club tra scelte di mercato e vita da spogliatoio. Il primo nodo affrontato è stato quello del legame personale con coach Frank Vitucci: un rapporto di profonda amicizia che non scalfisce la professionalità dei ruoli.
«Al coach nessun trattamento di favore: è arrivato perché era la nostra prima scelta», ha chiarito con fermezza Giofrè a La Provincia. Nessuna sovrapposizione né corsie preferenziali. Il dirigente ha inoltre spiegato come l’abitudine di vivere le partite direttamente in panchina al fianco del tecnico gli stia offrendo una prospettiva tattica molto più nitida e immediata sugli sviluppi del gioco.
Cantù: il clima a Livigno, le condizioni di Christon e la corsa salvezza
Il bilancio del ritiro valtellinese di Livigno ha lasciato sensazioni del tutto positive nell’ambiente canturino: «Ho visto in ritiro un’ottima interazione tra italiani, stranieri e le componenti di tutti gli staff». Un gruppo coeso che sta gettando le basi per affrontare le insidie del campionato.
Sul fronte infermeria c’è da gestire la situazione relativa a Semaj Christon: il giocatore ha riportato la frattura del naso ed è costretto a scendere in campo con una maschera protettiva, accusando ancora fastidi e risentimento nella zona dello zigomo.
In merito agli traguardi sportivi, la visione di Giofrè è estremamente pragmatica: Cantù si colloca in un blocco di sei formazioni chiamate a combattere per la permanenza nel massimo campionato. «Lotteremo con altre cinque per restare in categoria», ha confermato il GM, fissando l’obiettivo di superare il ranking di partenza. La società valuta infine la possibilità di sfruttare l’ultimo slot a disposizione per tesserare un profilo giovane o una scommessa da lanciare.




