Davide Moretti ha impiegato appena quindici giorni per prendersi le chiavi della Acqua S.Bernardo Cantù. Nonostante la sconfitta al debutto sul parquet di Venezia, il ventottenne si è distinto come uno dei migliori sul campo. L’esterno porta in Brianza una carriera ricca di tappe importanti tra Serie A e un passato da pioniere nella NCAA americana. Nel 2017 è stato tra i primi italiani a tentare la via del college basketball. Lì ha condiviso lo spogliatoio con Hassani Gravett e ha raggiunto una finale da 72.000 spettatori.
Un’esperienza indimenticabile che Moretti porta ancora dentro di sé con grande orgoglio, come ha dichiarato a La Provincia:
«Fantastica. È qualcosa che ancora porto con me, e sarà con me per tutta la vita. La NCAA è un palcoscenico che, nel mondo del basket, non esiste da nessun’altra parte. Non sempre vince la squadra favorita. Il sogno americano di battere i più forti è rimasto intatto. Una volta non si poteva cambiare squadra, ora anche questo vincolo è caduto».
Davide Moretti parla del rilancio dopo le difficoltà e il consiglio di papà Paolo
Gli ultimi due anni sono stati complessi per l’ex guardia di Milano, Varese e Pesaro. A febbraio si è operato per poi rientrare ad aprile, trovando però poco spazio nelle rotazioni a Trieste. La voglia di riscatto lo ha spinto verso Cantù. La decisione è arrivata anche grazie al confronto con il padre Paolo Moretti, allenatore a Torino, che lo ha guidato nella scelta del nuovo progetto.
Come raccontato dallo stesso Moretti al suo arrivo in biancoblù:
«A chiunque me lo chieda, dico la stessa cosa: vorrei tornare a divertirmi. Tra infortuni e altro ho vissuto momenti difficili negli ultimi due anni. Mio padre Paolo ha sempre un ruolo nelle mie scelte, avendo una grande esperienza. Ci siamo confrontati e mi ha detto di accettare la proposta di Cantù. C’è tanto potenziale, dobbiamo trovare la chimica. Ora ci aspettano due gare importanti».








