Sarebbe stato comunque un terzo posto, per cui il ko di Cantù al PalaDesio contro Vigevano per 75-79 è risultato solo un cattivo modo di chiudere la regular season. Giusto per imparare dagli errori, la 14a sconfitta di stagione (contro 24 vittorie) stimola però anche una riflessione sull’attacco dell’Acqua San Bernardo, che nelle azioni decisive contro l’Elachem – eccezion fatta per la penetrazione del temporaneo 75-74 di Valentini – ci è parso troppo spesso affidarsi esclusivamente all’estro realizzativo di McGee. E a dirla tutta deve essere parsa la stessa cosa alla difesa avversaria, che negli ultimissimi secondi ha infatti chiuso senza esitazione sull’americano, costringendolo a una sanguinosa palla persa…
Dalle impressioni ai numeri: l’attacco di Cantù ha chiuso la stagione regolare con 78.1 punti di media, risultando il 7° di tutta l’A2. Nella speciale classifica troviamo infatti in testa (manco a dirlo) la neo-promossa Udine con 84 punti tondi a partita, quindi (di nuovo manco a dirlo) la testa di serie dei playoff Rimini con 82.2, l’ambiziosa Pesaro (82.1, ai play-in contro Torino dalla parte di tabellone dell’Acqua San Bernardo), “l’intrusa” Juvi Cremona (81.1), l’outsider Cividale (80.3) e quell’Avellino riuscita a conquistare i play-in dall’altra parte del tabellone (79.9).
Se la difesa è fondamentale, infilare con frequenza la sfera arancione nel canestro rimane quindi un’abilità necessaria. E per Cantù potrebbe esserlo ancora di più se dalla giostra dei play-in uscisse come avversaria nei quarti la Fortitudo Bologna, che vanta la miglior difesa dell’A2 con 73.7 punti concessi di media a partita, davanti di un nulla proprio a quella brianzola (al secondo posto con 73.9). Sintetizzando il tutto: in un’eventuale sfida dal vecchio sapore di quell’agognata serie A, poter contare su un attacco più efficace e meno prevedibile potrebbe fare ancora di più la differenza. Ma il discorso vale in termini assoluti e non solo per il primo turno playoff, anzi.
Venendo ai singoli, le statistiche dicono che il miglior realizzatore di Cantù durante la regular season è stato Basile con 15.8 punti di media, che però è scesa a 13.8 nelle ultime cinque partite, con 4 soli punti in 19’ nell’importante successo di Avellino e 9 in 26’ (più 11 rimbalzi) contro Vigevano, match nel quale l’italo-americano ci è parso meno cercato (e meno capace di farsi cercare) rispetto al solito. Coinvolgerlo meglio dovrà quindi essere uno degli obiettivi dell’immediato futuro, anche perché la sua doppia cifra è spesso collegata a una vittoria di Cantù.
Doppia cifra, appunto: nelle medie di stagione riguarda anche altri tre giocatori biancoblu, ovvero McGee (15.2), Moraschini (10.7) e Hogue (10.3). Considerando sempre le ultime cinque partite della stagione regolare, ovvero quelle del mese di aprile che ha chiuso la regular season, è in decisa crescita la media di Moraschini (13, frutto in particolare dei 19 nelle due vittorie consecutive con Pesaro e Avellino, mentre 10 sono stati quelli a referto contro Vigevano) e sale leggermente quella di Hogue (11).
Cala invece leggermente il fatturato di McGee: 14 punti a partita nelle ultime cinque, con i 31 messi a segno a Nardò controbilanciati da prestazioni più nella norma nei quattro match a seguire. Anche perché, e si torna al discorso di cui sopra, le sue innegabili doti di realizzatore possono esprimersi al massimo solo se le difese devono preoccuparsi anche dei suoi compagni. Inclusi quelli che operano nel colorato: dalla sconfitta contro Vigevano, con Hogue tenuto a riposo, sono arrivati buoni segnali tanto da Possamai (8 punti) quanto da Okeke (6 punti e due spettacolari stoppate).
A questa Cantù non difetta la difesa e non mancano certo le possibili soluzioni offensive, tanto sul perimetro quanto sotto canestro: l’imperativo – di sicuro ben presente a coach Brienza – è sfruttare queste due settimane scarse di pieno allenamento per mettere a punto più combinazioni possibili. E ritrovarsi poi in mano la schedina vincente. (Paolo Corio)





