Nuovi arrivati
La lista è lunga, come inevitabilmente accade alle neo-promosse (ma sempre più spesso anche alle altre). Non rimane che andare in ordine alfabetico:
● Ife Ajayi. Passaporto americano e origini nigeriane, classe 1997, ala forte di 200 cm per 111 kg. Si è messo in evidenza la scorsa stagione proprio da avversario di Cantù, disputando un’A2 da 17.5 punti e 8.5 rimbalzi di media con la maglia della Reale Mutua Torino e risultando il terzo per valutazione (19.8) dell’intero torneo. Formatosi al College University of South Alabama, prima di arrivare in Italia ha giocato in Francia tra il 2020 e il 2023 (sempre in PRO B con Nantes, Nancy e Saint Chamond) per poi disputare la stagione 2023-2024 tra seconda serie turca (Balikesir) e tedesca (promozione in Basketball-Bundesliga con il Francoforte). Alla prima volta in un massimo campionato europeo, ha avuto qualche problema fisico nella pre-season ma ora è pronto all’esordio: per stazza e qualità tecniche può giocarsela al meglio anche in A.
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● Oumar Ballo. Come noi avete nostalgia dei “centroni” di una volta? Eccovi accontentati: 213 cm per 118 kg a occupare l’area e lottare sopra gli anelli. Nato in Mali nel 2002, già a 11 anni arriva in Spagna per giocarsi le sue carte nel basket e nel 2018 cambia di nuovo Continente per entrare alla Nba Academy Latin America di Città del Messico. Poi il college tra Arizona e Indiana (dove ha viaggiato a 12.8 punti e 9.2 rimbalzi di media), quindi l’ultima Nba Summer League disputata con i Miami Heat e la firma con Cantù prima di contribuire con 9.3 punti e 5.6 rimbalzi a partita al secondo posto del suo mali ad AfroBasket 2025. Curiosi di vederlo in azione? Non siete gli unici.
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● Giordano Bortolani. Gli dedichiamo qualche riga in meno degli altri non per scarso rispetto, ma per l’esatto opposto: gli appassionati di basket hanno già visto cosa sa fare e, dopo aver rischiato l’oblio in quel di Milano (sorte già toccata in passato ad altri talenti italiani), a 25 anni da compiere ha l’occasione giusta per riprendersi le luci della ribalta. Per riuscirci, dovrà considerarla una volta per tutte come una nuova sfida e non un “ripiego” e saper uscire dalla panchina con la mano già torrida. Quella mostrata in passato a Treviso e già intravista in pre-season.
● Jordan Bowden. Classe 1997, ala piccola di 196 cm, nella Lombardia Cup (vinta da Cantù tra le mura amiche del PalaDesio) ha subito messo in evidenza le sue doti balistiche. Le stesse che lo scorso luglio l’hanno portato a un high di 40 punti nella lega canadese, giocata con la maglia dei Saskatchewan Rattlers a 17.2 punti di media. In curriculum, dopo il college alla University of Tennessee, ha anche una serie di esperienze in G-League (Maine Celtics, College Park Skyhawks) e la stagione 2023-2024 giocata nella PRO A francese con il Nancy. Nessuno stupore se con Xavier Sneed sarà spesso il “go-to-guy” di questa Cantù.
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● Jacob Gilyard. Ha subito ricevuto le chiavi della squadra, con la copia di riserva ovviamente nelle sicure mani di De Nicolao. Playmaker di 175 cm, classe 1998, già al college (Richmond Spiders) s’è fatto notare per l’abilità nel recuperare palloni, dote amata da tutti i coach e ancor di più da Nicola Brienza. Vanta 38 partite in Nba suddivise tra Memphis Grizzlies e Brooklyn Nets (con cui ha segnato un high di 16 punti). Iniziata in G-League con i Cleveland Charpers la stagione 2024-2025, è poi volato al di qua dell’Oceano per giocare in Germania con i Niners Chemnitz a una media di 14 punti, 6 assist e 2.5 palle recuperate. Numeri che farebbero di certo la gioia di tutti anche in Brianza.
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● Xavier Sneed. Il “colpo di mercato” per il ritorno di Cantù in serie A, dove ha già messo in mostra le sue grandi qualità con Brindisi nella stagione 2023-2024 (16.3 punti e 6.3 rimbalzi di media). In pre-season ha anche dimostrato di essersi pienamente ripreso dall’infortunio che l’ha fermato anzitempo la scorsa stagione mentre giocava in Israele con il Bnei Herzliya. Celebrità assoluta a Kansas State (unico giocatore della storia a salutare i Wildcats con almeno 1.000 punti, 500 rimbalzi, 200 assist e 150 palloni recuperati), ha un passato tra G-League (Greensboro Swarm, Salt Lake City Stars), lega canadese (Niagara River Lions) ed Nba (Memphis Grizzlies, Utah Jazz, Charlotte Hornets). Ma quello che più conta è il presente alla Pallacanestro Cantù, dove avrà il vantaggio di essere il terminale d’attacco più quotato, senza però essere l’unico. E se da questo uscisse l’equazione “meno ansia da responsabilità = più punti”, la scommessa di Cantù sarebbe stravinta.
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