L’Italia chiude il suo Mondiale con una prestazione solida. Coach Michele Catalani ha espresso grande soddisfazione per l’approccio alla gara: «Abbiamo messo un buon atteggiamento dal primo minuto. Arrivati in fondo alla competizione, avere le energie che abbiamo messo oggi in campo non è scontato, quindi siamo molto contenti dell’intensità che abbiamo messo sin dall’inizio e per tutti i 40 minuti», ha dichiarato il coach azzurro al nostro Paolo Spelorzi.
L’esperienza iridata e la crescita del gruppo
Il bilancio della competizione resta un’importante occasione di crescita per tutto il gruppo azzurro. «È stata sicuramente un’esperienza super per il contesto e per il tipo di pallacanestro che abbiamo visto», ha spiegato coach Catalani. «Ci confrontiamo e capiamo laddove abbiamo dei limiti su cui possiamo lavorare, sia individualmente che di squadra. Ovviamente ci sarebbe piaciuto competere per una posizione più alta, ma bisogna saper vincere e saper perdere. Credo che i ragazzi abbiano saputo tenere la testa alta nonostante le sconfitte».
Nazionale vs club: una sfida gestionale
Alla sua prima esperienza da capo allenatore in azzurro, Catalani ha analizzato le complessità del contesto internazionale rispetto al lavoro quotidiano con i club: «Ci sono tantissime differenze in ordine alla gestione di un gruppo che si è messo insieme pochi giorni prima di partire. Il poco tempo a disposizione ci obbliga a fare delle scelte nette e particolari». Il tecnico ha poi aggiunto: «Ringrazio la FIP, il coach Pepe Mangone che ha portato qua questa squadra e tutto lo staff che è stato clamoroso nel darmi una mano».
Il modello Turchia e la cultura sportiva
Un’ultima battuta è stata dedicata alla straordinaria cornice di pubblico vista durante le semifinali del torneo. «Ieri sera c’era veramente un palazzetto d’Eurolega pieno per sostenere i ragazzi di 16 anni», ha concluso Catalani. «Sarebbe bellissimo che anche in Italia ci fosse un seguito del genere per le competizioni giovanili. Credo che sia una questione di cultura generale, non del singolo evento. C’era un’atmosfera estremamente calorosa e sicuramente è un sogno che spero prima o poi si realizzi anche da noi».
