Boston Celtics
Per i Celtics, uno scambio che coinvolgesse Simons era quasi inevitabile: salario elevato (27,7 milioni) e un buco evidente nel reparto lunghi.
Con questa trade Boston:
risparmia circa 21 milioni di luxury tax
scende sotto il primo apron
rientra tra le squadre che possono firmare giocatori di livello via buyout
Un vantaggio non banale, soprattutto considerando l’incertezza sul rientro di Jayson Tatum dopo la rottura del tendine d’Achille.
Simons: utile in regular season, dubbio playoff
Pur con numeri in calo da sesto uomo, Boston ha funzionato bene con Simons in campo: l’offensive rating con lui accanto a Payton Pritchard o Derrick White è migliore rispetto alle lineup Pritchard–White. Il dubbio era la tenuta difensiva in postseason, dove Simons ha pochissima esperienza (15 gare playoff totali).
Vucevic: upgrade situazionale nel frontcourt
Dopo aver perso Al Horford, Luke Kornet e Kristaps Porzingis, Boston si era affidata a:
Neemias Queta (ottimo rendimento)
Luka Garza (produttivo ma difensivamente vulnerabile)
Vucevic non risolve la protezione del ferro, ma:
porta esperienza
garantisce spaziature reali (39% da tre nelle ultime due stagioni, almeno 4 tentativi a gara dal 2019-20)
costringe le difese a rispettarlo più di Garza
In una serie playoff, può essere un’arma tattica per cambiare look.
Il vero bonus: la trade exception
Inserendo Vucevic nella trade exception creata con l’uscita di Porzingis, Boston:
genera una nuova exception pari al salario di Simons
valida fino alla deadline 2027
Un asset silenzioso ma potenzialmente decisivo.
VOTO: 6
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