Conclusioni
Nel complesso, il profilo tracciato da Charlie Moore definisce un playmaker dinamico di creatività ed esplosività d’élite, capace di spaccare le partite attraverso l’attacco dal Pick & Roll e la transizione. I suoi punti di forza principali risiedono nella lettura del blocco diretto da P&R, nella pericolosità sugli scarichi da tre punti e in un’eccezionale capacità di forzare palle perse sui consegnati.
I suoi margini di miglioramento si concentrano invece nella gestione dei palloni persi quando le difese raddoppiano (21.8% di TO% nel P&R) e nel contenimento fisico contro guardie più strutturate che provano ad attaccarlo vicino a canestro.
In conclusione, Charlie Moore si conferma uno “scoring ball-handler” di primo livello, perfetto per le squadre europee che necessitano di un regista in grado di creare dal palleggio, alzare il ritmo della gara e prendersi tiri pesanti nei momenti chiave. Trova il suo incastro ideale affiancato a una guardia fisica tiratrice (stile 3&D) in grado di coprirlo in difesa e a lunghi dinamici abili nel rollare profondo. L’unico dubbio risiede nella capacità di riadattarsi a un contesto competitivo, dopo una stagione trascorsa tra Asia e Africa, non certo campionati super competitivi.





