All’ottava stagione in A2 (inclusa quella interrotta per il Covid), l’Urania Milano punta per prima cosa a rimanere nella seconda serie del nostro basket riuscendo magari a togliersi qualche soddisfazione “extra” come già avvenuto in altre occasioni.
Il mercato
Se c’è una parola che contrassegna l’Urania versione 2026-2027 è sicuramente “esperienza”: quella del coach, con il canturino Pino Sacripanti che riparte dal Palalido dopo aver ritrovato la famiglia Cremascoli e dopo la sfortunata parentesi a Pistoia nella scorsa stagione, e quella di tanti giocatori arrivati ad affiancare gli altrettanto esperti Alessandro Gentile, Anthony Morse e Alessandro Morgillo, i tre confermati dell’ultimo roster.
In cima alla lista degli acquisti c’è il nome di Stefano Gentile, che a 37 anni torna a Milano dopo aver indossato la maglia dell’Olimpia nel 2007-2008 per ritrovare il fratello Alessandro (con lui alla Virtus Bologna nel campionato 2017-2018) e anche il coach che l’ha guidato per due stagioni a Cantù dal 2013 al 2015. Tradotto: oltre che per le sue indiscusse qualità tecniche, per familiarità con l’allenatore e fattori familiari di sicuro nessun problema di ambientamento in una squadra dove Gentile “senior” sarà chiamato a ordinare il gioco con Stefano Saccoccia, giovanissimo play (20 anni) in arrivo da Rimini ma di fatto in prestito dalla Guerri Napoli Basketball.
Altre novità per l’Urania ma non certo per l’A2 sono Matteo Pollone (27 anni, guardia), reduce da una stagione in B nazionale a Capo d’Orlando dopo il default di Treviglio ma con tante stagioni in seconda serie soprattutto a Biella e poi a Rieti e Libertas Livorno, e Nazareno Italiano, 37 anni, navigatissima ala del nostro secondo campionato che tra l’altro ha appena conquistato la promozione in A con Scafati proprio al fianco di Stefano Gentile.
A ringiovanire l’età media, ma con già diverse partite in A1 in curriculum, c’è invece la guardia-ala Filippo Galli, 21 anni, cresciuto in quella Vanoli Cremona alla quale il nostro basket ha purtroppo dovuto dire addio la scorsa estate. Infine, alla voce “novità assolute” ecco il secondo americano Tyreek Scott-Grayson: guardia di 28 anni e 195 cm, messosi in luce nel campionato olandese (16 punti, 3.6 rimbalzi e 3 assist con il ZZ Leiden) dopo aver giocato anche in Romania e Regno Unito.
A chiudere il roster, direttamente dalle giovanili dell’Urania, ci sono poi Stefano Bracale (play, 18 anni), Pietro Lasagni (guardia, 19 anni) e Luca Rossi (guardia, 18 anni).
I punti di forza
Si torna a quella famosa parola: esperienza, che in un torneo come quello di A2 è tutt’altro che secondaria, come ben sa del resto coach Pino Sacripanti che questo campionato l’ha vinto nel 2021-2022 regalando la promozione nella massima serie a Napoli (successo preceduto dalla Coppa Italia LNP).
Altro punto se non di forza quanto meno di vantaggio: per averlo ben conosciuto e allenato in Nazionale U20 (con la conquista dell’Europeo di categoria nel 2013), il nuovo coach vanta un ottimo rapporto con Alessandro Gentile, indiscutibilmente il giocatore-chiave per l’attacco dell’Urania e quello intorno al quale si è deciso di costruire la squadra per la terza stagione consecutiva.
I punti deboli (o comunque da verificare)
L’altra faccia dell’esperienza è sempre (o quasi) una carta d’identità che alza l’età media della squadra: in un torneo con 38 partite di regular-season e 9 turni infrasettimanali (5 dei quali entro fine 2026), poter contare anche sui più giovani per gestire al meglio le energie dei “senior” diventa quindi un fattore imprescindibile. E per riuscirci occorrerà anche che i più esperti si adoperino per costruire il giusto feeling in spogliatoio tra generazioni praticamente agli antipodi.
Inutile nasconderlo: Tyreek Scott-Grayson è una scommessa tutta da verificare in un basket decisamente diverso (e di maggiore livello) rispetto a quello olandese, romeno e britannico.
L’obiettivo di stagione
Rimanere in A2 è senz’altro il primo obiettivo. Ma i Wildcats sono sempre pronti a tirare qualche graffio in più. (Paolo Corio)




