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Miles si presenta a Cantù: «Tiratore per aprire il campo, decisivo il colloquio con il coach»

Arrivato a Ferragosto, Isaiah Miles ha rilasciato le sue prime dichiarazioni da giocatore della Pallacanestro Cantù in un’intervista al quotidiano La Provincia. L’ala statunitense classe 1993, reduce da esperienze tra Francia, Turchia, Israele e Grecia, affronta la sua prima avventura in Serie A forte di una percentuale al tiro da tre punti di quasi il 42% tenuta nell’ultimo decennio.

Il giocatore ha spiegato come intende mettere le proprie caratteristiche al servizio dello schema tattico della squadra:

«Sono un tiratore, quindi cerco di aiutare ad aprire il campo e sfruttare eventuali mismatch. Ma cerco sempre di fare quello che serve per vincere.»

Miles: il fattore McGee e l’impatto con la piazza di Desio

Un elemento chiave nel processo di inserimento è la presenza di Tyrus McGee, già suo compagno di squadra all’Hapoel Holon nel 2020 e avversario nel campionato israeliano, che lo ha informato sul contesto canturino:

«Mi ha detto che quello di Desio è uno dei palazzetti più caldi in cui ha giocato in carriera. Mi aspetto quindi una grande atmosfera.»

Le parole della guardia hanno trovato riscontro nei numerosi messaggi di benvenuto inviati dai sostenitori biancoblù sui profili social dell’atleta.

La condizione fisica e l’esordio stagionale

Superate le difficoltà iniziali dovute al jet lag, Miles ha ripreso il ritmo atletico mettendosi a disposizione dello staff tecnico:

«Ho pian piano preso il ritmo e le gambe hanno iniziato a rispondere bene. Mi sono messo a disposizione del coach e del gruppo per capire dove posso essere utile.»

A determinare la sua scelta di sposare il progetto brianzolo è stato il colloquio diretto con l’allenatore, che gli ha illustrato i compiti previsti sul parquet. Il debutto di Miles con la maglia di Cantù è in programma a settembre al PalaFrancescucci in occasione del Trofeo degli Angeli.

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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