Il CEO di Euroleague Basketball, Chus Bueno, ha fatto il punto sulla situazione dei club francesi impegnati in EuroLega e sul futuro del Real Madrid nel corso di un’intervista rilasciata a L’Equipe, ribadendo la propria visione per il rilancio del basket europeo.
Parigi, Monaco e il nodo ASVEL
Uno degli assi portanti della strategia di Bueno è la stabilizzazione delle franchigie nei mercati più importanti. Il dirigente ha indicato Parigi come un marchio fondamentale per lo sviluppo della lega, elogiando il lavoro svolto dai dirigenti Eric Schwartz e David Kahn.
«Hanno fatto un lavoro straordinario. Avevano già discusso di una licenza con il mio predecessore, e io ho suggerito loro di proseguire il dialogo attorno al nuovo modello. Speriamo di raggiungere un accordo affinché possano entrare a far parte della lega.»
Sul fronte AS Monaco, alle prese con recenti difficoltà finanziarie, Bueno ha confermato che le trattative sul loro status a lungo termine sono ancora in corso.
«Siamo in contatto con il general manager e con il Principato. Hanno compiuto passi positivi e diversi investitori seri sono interessati. Speriamo che trovino una soluzione per poter continuare a discutere del loro futuro.»
Più delicata la questione legata all’LDLC ASVEL Villeurbanne. Bueno ha lanciato un avvertimento al proprietario Tony Parker, facendo riferimento a una clausola che potrebbe imporre il riacquisto delle quote del club.
«L’ASVEL si trova in una situazione complicata, sia dal punto di vista sportivo che extra-campo. L’ho detto a Tony molte volte.»
Real Madrid: nessun timore di addio
Anche il Real Madrid non ha ancora aderito ai nuovi termini proposti dalla lega, ma Bueno si è detto fiducioso. Il CEO ha respinto l’ipotesi che il club madrileno possa migrare verso la Basketball Champions League, liquidando lo scenario con una battuta netta:
«Non riesco a immaginare che vadano da soli nella BCL.»
Il quadro complessivo delineato da Bueno restituisce l’immagine di un’EuroLega in piena fase di transizione, con trattative aperte su più fronti e la necessità di trovare equilibri tra le ambizioni della lega e le esigenze dei singoli club.





