Kenny Smith, due volte campione NBA con gli Houston Rockets negli anni 90, si è schierato apertamente a favore delle pesanti sanzioni comminate dalla lega ai Los Angeles Clippers per aver eluso le norme sul salary cap. Intervistato da TMZ Sports, l’ex giocatore e noto commentatore televisivo non ha usato mezzi termini nel definire la condotta della franchigia californiana:
«Bisogna subire delle conseguenze per questo tipo di comportamento. Si tratta di un vero e proprio imbroglio. Si sta aggirando il salary cap, ci si sta dando un vantaggio sleale che nessun altro ha. Servono sanzioni severe, altrimenti altri penseranno di poter fare lo stesso.»
Le sanzioni e le possibili ripercussioni
La lega ha colpito duramente i Clippers: cinque scelte al primo giro del draft revocate, una multa da 30 milioni di dollari e la sospensione per l’intera stagione del proprietario Steve Ballmer. Secondo Smith, è soprattutto la perdita delle scelte a rappresentare il danno più profondo e duraturo per la franchigia:
«Potrebbe paralizzare la squadra per i prossimi cinque o sette anni. Perdere cinque anni di scelte al draft è fondamentale per lo sviluppo della squadra. È sicuramente una punizione durissima.»
Per quanto riguarda Kawhi Leonard, la stella dei Clippers ha ricevuto un trattamento decisamente più morbido: una multa di 700.000 dollari senza alcuna sospensione. Smith ha lasciato intendere che la NBA avesse le sue ragioni per non infliggere una pena più severa al giocatore, senza però entrare nel dettaglio.
Il messaggio di fondo, secondo Smith, è chiaro: la lega non intende tollerare tentativi di aggirare le regole finanziarie e vuole scoraggiare qualsiasi altra franchigia dal seguire lo stesso percorso.





