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Dammi cinque … Temi di A2! Pesaro, parte la volata

Tornata in campo dopo il weekend dedicato alla Coppa Italia, la Serie A2 ci ha offerto come sempre tanti spunti interessanti per un campionato sempre più vicino a emettere i suoi verdetti decisivi.

1-VUELLE OLTRE OGNI OSTACOLO

Era molto meno semplice delle apparenze, per la capolista a Mestre. Perchè la sconfitta in semifinale di Coppa Italia contro Verona poteva lasciare qualche piccolo strascico, e soprattutto per la doppia assenza di Miniotas e De Laurentiis che ha completamente falcidiato il reparto lunghi. Vero che dall’altra parte mancava Galmarini, vero che la squadra di Leka ha già ampiamente dimostrato di risolvere in modo apparentemente semplice problemi complessi, ma a maggior ragione dopo un primo quarto da 26-17 sotto, motivi di preoccupazione era lecito averne. E invece, è arrivato il tornado: 61 punti a bersaglio nei due periodi centrali, appena 8 concessi nell’ultimo quarto. L’ennesima dimostrazione di forza, per una delle vittorie più importanti della stagione. Imporsi anche nel big match di mercoledì contro la Fortitudo, sperando di recuperare qualche pedina vicino a canestro, significherebbe già intravedere la Serie A.

2-CHE BATTAGLIA!

Se non è stata la partita dell’anno, Fortitudo Bologna-Rimini ci va assai vicina. 45 minuti di intensità furibonda, tra due squadre che hanno dato tutto quello che avevano (soprattutto in difesa) per portarla a casa. Era dura immaginare, dopo un primo tempo così difficile in cui la difesa romagnola l’aveva stritolata e ricacciata fino al -14, che la squadra di Caja potesse avere la forza per ribaltarla: oltretutto in una serata così drammatica dall’arco (4/30, ma Rimini ha fatto appena meglio con due canestri in più sullo stesso numero di tentativi), e con quasi tutti i propri terminali a secco. Ma l’effetto PalaDozza (dove ha vinto solo Pesaro) e il cuore biancoblù ha fatto di nuovo la differenza: l’Aquila non ha perso la testa e soprattuto i palloni, appena 6 in 45′ di questa intensità. E alla fine se l’è portata a casa, trascinata dal solito Sorokas e dal miglior Anumba dell’anno: 20 punti nella più esaltante delle prove da ex. Per la Dole fresca di Coppa Italia conquistata qualche rimpianto e la consapevolezza di aver ormai quasi perso il treno primo posto, ma in attesa di annunciati innesti sul mercato rimane l’impressione di un gruppo solido e attrezzato che potrà giocarsi carte importantissime in post-season.

3-SCAFATI E VERONA, CAMBI VINCENTI

Partite a inizio estate con gli squilli di un mercato che le aveva incoronate prime favorite del campionato, Verona e Scafati hanno vissuto un percorso più tormentato del previsto che non a caso ha portato in entrambi i casi a cambiare guida tecnica. I risultati però si stanno vedendo: l’arrivo di Frank Vitucci, ormai consolidato da diversi mesi, ha portato la Givova a una velocità di crociera da primo posto per la verità ancora possibile, nonostante un calendario assai duro e la chiara esigenza di dover sperare anche in almeno un paio di passi falsi pesaresi. Di certo, ora i campani fanno paura con tutto il proprio collettivo: sei in doppia cifra anche nella vittoria su Cividale, la quinta nelle ultime sei. Ma anche il Ramagli 3.0 a Verona sta sortendo i suoi primi effetti: quattro vittorie nelle sei uscite ufficiali tra campionato e coppa, molte delle quali veri e propri big match. L’assenza di Zampini pesa come un macigno, ma la Tezenis ha tutta un’altra faccia. Al corposo elenco di pretendenti al ritorno in A, ora per davvero, non possono mancare.

4-LE MICROLOTTE PLAYIN E PLAYOUT

La classifica ha ormai cristalizzato questo campionato in macrogruppi, e l’impressione è che da due in particolare verranno fuori gli ultimi verdetti playin e playout. Per l’accesso alla post-season, a meno di cataclismi solo una tra Juvi Cremona, Urania Milano, Torino e Mestre ne resterà fuori: calendario alla mano, la maggiore indiziata a oggi è proprio la Gemini di coach Ferrari, ma nulla cambierebbe nell’arco di una meravigliosa stagione andata oltre ogni aspettativa e attraversando svariati problemi di organico. A patto naturalmente di confermare una salvezza diretta comunque molto vicina, e per la quale stanno battagliando ad armi quasi pari Cento, Forlì e Ruvo: la Benedetto XIV ha il trend peggiore di tutte (nove perse nelle ultime dieci) ma scontri diretti a favore, i romagnoli sono ancora impelagati in una lotta che non doveva appartenerle, la squadra di Rajola parte di rincorsa ma è quella che sta meglio di tutte. Si salvi chi può!

5-IL PROSSIMO TURNO

Due supersfide nobiliteranno l’infrasettimanale di domani sera. Pronto il pubblico delle grandi occasioni all’Adriatic Arena, per quello che appare a tutti gli effetti come un mezzo match point sulla racchetta di Pesaro: ma occhio alla Fortitudo Bologna che, dovesse vincere e magari ribaltare anche il -7 dell’andata, si candiderebbe come la più credibile antagonista al primato dei biancorossi di Leka. Rimini-Verona offre il rematch della finale di Coppa Italia, e soprattutto due punti preziosi in una lotta talmente serrata che nessuna delle due può dirsi affatto certa dei playoff diretti. Brindisi e Scafati cercano strada col pronostico a favore nelle pur ostiche trasferte di Cento e Torino, Libertas Livorno, Cividale e Rieti sono chiamate a sfruttare il fattore campo contro Pistoia, Roseto e Cremona. Forlì-Avellino è sfida più aperta di quanto dica la classifica, Ruvo sogna un colpo salvezza a Milano.

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