A un mese dall’addio alla Nazionale italiana di basket, Danilo Gallinari parla a cuore aperto. L’Europeo 2025 ha segnato la fine di un capitolo per lui e per una generazione che, come lui stesso ammette, “non ha vinto nulla”.
Dopo l’eliminazione agli ottavi contro la Slovenia, Danilo Gallinari guarda avanti, consapevole che per lui il futuro sarà lontano dal parquet, ma sempre vicino alla pallacanestro. L’idea? Un ruolo dirigenziale nell’ambizioso progetto della NBA in Europa. Ecco l’intervista del Gallo a Il Corriere della Sera.
Il bilancio dell’Europeo 2025: “Sognavo di più, ma è stata un’esperienza intensa”
Gallinari sottolinea come, nonostante il rammarico per un cammino europeo terminato troppo presto, l’esperienza con il gruppo sia stata positiva:
«Sono abituato a guardare agli aspetti positivi. Ci abbiamo provato e ci abbiamo creduto. Era un bel gruppo, sereno e compatto.»
La rimonta mancata contro la Slovenia resta una ferita aperta, ma anche uno spunto di riflessione:
«Doncic ci ha fatto molto male nei primi due quarti, poi abbiamo cambiato piano difensivo e le cose sono migliorate.»
Danilo Gallinari: “Il Poz ci teneva, ma ha pagato il suo carattere”
Sul commissario tecnico Gianmarco Pozzecco, Gallinari è chiaro:
«Non ha demeritato. Ha solo sfiorato i risultati che tutti si aspettavano. Gli arbitri a volte hanno esagerato con lui.»
Il Gallo difende il c.t., spiegando come abbia sempre cercato di proteggere il gruppo e tenere alta la compattezza:
«Poz è emotivo, viveva le partite. Ma ci ha sempre messo il cuore. E questo il gruppo lo ha percepito.»
“Non si vince senza continuità: la nostra generazione non è mai stata al completo”
Una delle ammissioni più forti arriva quando si parla della famosa “generazione NBA”, composta da Gallinari, Bargnani, Belinelli, Datome, Hackett:
«Non siamo mai riusciti a giocare tutti insieme. Senza continuità, non si crea un gruppo vincente.»
Il riferimento più doloroso? L’Europeo 2015 a Lille:
«Eravamo da podio. È un’occasione che rimpiango.»
Il rapporto con la Nazionale e il passaggio di testimone a Banchi
L’arrivo di Luca Banchi sulla panchina azzurra segna un passaggio generazionale che Gallinari accoglie con serenità:
«Mi fa piacere. Banchi è preparato e credo che l’Italia abbia tanti giovani da lanciare. Io resterò un tifoso emozionato.»
Anche il ritiro non è vissuto con amarezza:
«Non ho rimpianti. Sono felice. Ho fatto il massimo.»
Il futuro: Miami, la famiglia e la NBA in Europa
Gallinari vive oggi a Miami, in attesa del terzo figlio:
«Mia moglie sta bene dopo quella brutta disavventura con lo squalo. A novembre nascerà il nostro terzo figlio.»
Quanto al futuro professionale, l’idea è chiara:
«No, non tornerò a giocare in Europa. Però se nascerà la NBA Europe, potrei far parte del progetto da dirigente.»
Una chiusura che lascia intendere una nuova avventura, questa volta dietro la scrivania, in quella stessa NBA che lo ha visto protagonista per 15 stagioni.





