Il ritorno di Sasha Danilovic a Bologna non è mai una semplice visita. È un viaggio nella memoria collettiva della Virtus e di un’epoca irripetibile del basket italiano. Stavolta, il campione è arrivato da Belgrado per registrare il vodcast “Ammadori Protein Talk” insieme a Carlton Myers, in un incontro diventato subito uno spettacolo di aneddoti, battute e affetto reciproco.
Danilovic si presenta con il sorriso di chi rientra in un luogo che considera ancora casa. «Ogni volta che torno qui è la piacevole normalità di sentirmi al posto giusto», confessa. È Myers a passarlo a prendere, «autista doc», scherza Sasha, mentre i due si dirigono alla ZonePlus di Davide Lamma, una sorta di Brooklyn italiana dove parquet, canestri e maglie storiche fanno da cornice al loro dialogo.
Qui, davanti alle telecamere e insieme a Pierluigi Pardo, si rinnova la magia di una coppia leggendaria. «La cosa più bella del tiro da quattro? La smorfia di Myers, che aveva già capito come sarebbe finita», racconta Danilovic. E Myers rilancia: «Ho smesso per farti vincere qualcosa», trasformando il ricordo in un momento di comicità spontanea.
Nel confronto tra presente e passato, Danilovic evita paragoni assoluti: «Ogni epoca ha emozioni e limiti diversi. L’unico che resta inarrivabile è Michael Jordan». Un pensiero che accompagna il suo sguardo verso la Virtus di oggi.
Alla ZonePlus arriva anche Saliou Niang, talento emergente e MVP di Eurolega. L’abbraccio tra generazioni è naturale. «È un ragazzo sveglio e simpatico», dice Sasha. «Gli auguro tutto il bene. E poi gioca nella Virtus… più di così».
Niang sorride: «Sì, lo so chi sei». Una battuta che Danilovic apprezza: «Giocavo nella Virtus. Un secolo fa».
Tra un aneddoto e l’altro – dai cialdoni alla nutella divorati dopo lo scudetto ai ricordi della sua casa sopra Louis Vuitton in Galleria Cavour – emerge una vena di malinconia brillante, quella di chi ha avuto una carriera piena e ora osserva Bologna con affetto maturo: «Mi colpisce che la Fortitudo non sia in Serie A. Basket City senza la Effe è incompleta».
Intanto la Virtus prepara la sfida di Eurolega contro l’Hapoel, capolista e avversaria temibile. Niang è diventato uno dei simboli della nuova identità bianconera, mentre Bologna prova a ritrovare continuità e ambizione in una stagione ad alta intensità.
Il vodcast che unisce Danilovic, Myers e Niang andrà in onda su Sky Sport a gennaio, mentre il debutto del format è atteso per il 19 dicembre con ospite Dino Meneghin.
Ma il vero titolo lo regala ancora Danilovic:
«Bologna è casa mia».
E forse è proprio questo, più dei tiri impossibili, il segreto della sua leggenda.
