Non ci è piaciuto…
Tra echi ormai lontani non ci è piaciuto il pasticciaccio brutto di Torino, avventatamente spedita in serie A e successivamente ricacciata in A2… Ma anche questo è acqua passata.
Nel nostro inquieto vivere, parliamo allora di Legabasket. Tra delusioni, speranze, soddisfazioni e disillusioni… Di una notizia mai notiziata… Soltanto trapelata. Con il beneficio del dubbio… Non per orgoglio cieco, ma soltanto per dignità. Fosse vero che… Nel contratto del nuovo Presidente di Legabasket è stata inserita la clausola secondo la quale si sarebbe automaticamente liberato dal ruolo nel caso sopraggiungesse un’offerta dal mondo del calcio… Ribadiamo, fosse vero, noi che per scelta e prassi non giudichiamo mai nessuno a priori e professionalmente non conosciamo simpatie o antipatie ma ci confrontiamo semplicemente e soltanto sui fatti, non potremmo che provare un forte, e critico, disagio. Per questa ammissione di subalternità del basket da parte di chi sarebbe designato a guidarne una parte fondamentale. Oh… Poi ci sta che, strada facendo, si appassioni al basket e dimentichi il calcio. Come sembra possa accadere, vista la cura dedicata alla realizzazione del Gran Galà per i cinquant’anni di Legabasket, ma anche in riferimento alla presentazione del campionato con l’annuncio della importante sponsorizzazione triennale da parte di UnipolSai o la realizzazione dell’originale ed esclusivo Trofeo (bello) che verrà assegnato ai vincitori del campionato. Molto approriata l’idea del basamento dorato sul quale sono iscritte tutte le squadre scudettate e che rimmarà in Lega e ogni anno aggiornato con l’iscrizione della squadra titolata, mentre la parte superiore, il Trofeo vero e prorio, andrà alla squadra vincitrice.
Non ci è proprio piaciuto…
L’atteggiamento della vecchia e cara Virtus Bologna. Non certo della squadra che si propone come la più valida antagonista dell’Armani, bensì della sua dirigenza. Va bene rifarsi allo stereotipo della rivalità che fa bene allo sport. Ma le rivalità nascono dal campo o dalla strada, mentre non fanno bene, al contrario, quelle artefatte, anche un poco ingenuamente, se non puerilmente. L’Amministratore delegato delle Vnere che se ne esce dichiarando: “Milano ci fa i dispetti”, ottenendo da Ettore Messina una lapidaria e caustica risposta: “Sembra Crozza!”, dove credeva di andare a parare? Come non capire, ad esempio, che nella storia del popolo virtussino ci sarà sempre un posto per Ettore Messina. Sapersi scegliere gli avversari è anche una delle caratteristiche dei bravi dirigenti sportivi. E, soprattutto, conoscere la storia della società in cui si opera.
Ma il “fuori dal vaso” del dirigente bolognese non finiva lì. Recentemente perseverando con una critica ad Andrea Meneghin:
Abbiamo chiesto maggior equilibrio, di non essere partigiani ma almeno neutri.
Da quale pulpito?
Da quale esperienza e competenza del gioco? A noi sembra esattamente il contrario, ovvero che Andrea Meneghin sia il più obiettivo tra i commentatori di basket. Oltre che tra i più competenti. Allora da dove nasce il problema? Forse dalla presunzione che il commentare (tutti i commentatori?) sia tifoso di Milano? Cosa che non è! Una ossessione? Crearla non può che far del male alla nostra vecchia e cara Virtus.
Infine, nè ci piace ma nemmen ci dispiace…
Ci vien da sorridere quando Gianni Petrucci ci prende un pò per il naso, dicendo: “Se verrò rieletto”, con l’aria furbetta. Candidato unico alla presidenza Fip, per il terzo mandato consecutivo, in mancanza di alternativa
il presidente Petrucci ce lo terremo fino al 2024. E, odiando qualsiasi “a priori e a prescindere”, non vogliamo manco dire che sia un male. Ma soltanto “vediamo e vedremo”. Il problema non è certo Petrucci, è più complesso e risiede nel regolamento elettorale. Finché non cambierà quello, tra cent’anni (è il minimo che gli auguriamo) ci ritroveremo ancora il buon Giannino a svolgere (gli auguriamo sempre meglio) i compiti di Presidente federale… Accompagnato da una badante “bulgara”.
La Legabasket ha appena festeggiato il suo cinquantesimo compleanno, La Fip l’anno prossimo toccherà quota cento, tutti anni assati a parlare di “cambiamento”. Chi ne avesse rilevato le tracce, alzi la mano.
Ma quello che oggi soltanto conta è: Buon Campionato a tutti.
La frase più bella che abbiamo sentito a proposito della sospensione del campionato scorso e della prossima ripartenza? “Auguro una ripartenza ridimensionata nelle aspettative ma non nelle prospettive!”. L’ha detta Luca Banchi. Proprio a Backdoor podcast.