E così si riparte.
Oggi alle 20.30 con l’anticipo della prima giornata del 99esimo campionato di basket, nel derby del Triveneto tra la De’ Longhi Treviso e la Dolomiti Energia Trentino.
Pensavamo di esserci disintossicati dal virus, quello buono del basket, dopo un’estate interamente passata a muovere sassi e legna nell’eremo nostro sull’Appennino, lontani dal convento del basket e dai sussurri e grida dei suoi monaci afflitti. Un’estate, dunque, completamente senza basket. Buona per lo spirito, molto meno per la schiena…
Pensavamo… Come il fumatore incallito che, magari per qualche disavventura fisica o chirurgica, è costretto per qualche mese a non fumare e una volta risolto il problema decide di tirare dritto liberandosi della sua droga, così anche noi… Hai visto? Si può vivere anche senza quel maledetto pallone…
Pensavamo…
E invece, incurabile malattia, siamo qui che non vediamo l’ora.
Quel maledetto vizio del basket!
L’inquieto vivere…
Di un’estate assente, spopolata dal basket, squarciata, ma soltanto ogni tanto, da echi lontani. Alcuni anche belli, molti di più quelli che se non proprio infausti hanno tuttavia generato perlessità
Ci è piaciuto…
Fuori dal campo, anche la quarantena ha portato i suoi frutti, in una estate di lieti eventi o, se volete, di lieti concepimenti, per tre nostri portabandiera all’estero. Con la nascita di Liam, il figlio di Daniel Hackett e la dolce attesa per Nicolò Melli e Danilo Gallinari, questi ultimi, prossimamente, per la prima volta papà…
Ci piace…
Sul campo, l’Olimpia Milano vista finora. Con il suo percorso netto, e non senza difficoltà, nella SuperCoppa italiana. Finalmente sembra sia stato aperto, e soprattutto letto e capito, il vangelo secondo il Messi(n)a, come lo scrive il nostro amico veneto, maestro di soprannomi, lui con tono vagamente scettico, e noi che al contrario ci crediamo ciecamente, nella parabola della difesa prima di tutto.
Un pò meno…
Ci è piaciuto, sempre parlando di Milano, il perdurare della misteriosa “maledizione del terzo quarto”, un mistero razionalmente inspiegabile che aleggia sui Navigli da anni… Proprio in SupeCoppa, contro la Reyer e in finale contro la Virtus, l’Olimpia nel terzo periodo ha segnato la miseria di 6/8 punti (andando a memoria?). Blackout offensivi, e di fluidità del gioco, che in passato Milano ha sempre pagato a caro prezzo mentre oggi (finora?) sembra in grado di salvarsi in virtù di un meccanismo di relazione che trova nella difesa l’argine alle difficoltà offensive, quando il buio scende oltre il canestro.
Più di tutto…
Dopo molti tentativi e altrettanti tergiversare degli anni passati, ci è piaciuto soprattutto l’arrivo di Gigi Datome, a nostro parere il vero “uomo-squadra”. Lui è il Re della Terra di Mezzo, ovvero il collegamento ideale tra guardie e centri. Sperando che non si lasci inquinare e corrodere dalla critica futile di chi potrebbe pretendere da lui il “trentello”, come fosse un Mike James qualunque, e non la stoppata, il tiro o il passaggio, decisivi per uscire dalle difficoltà.
