HomeLega BasketFederico Bottelli lascia Varese: il talento azzurro firma a Cividale in A2

Federico Bottelli lascia Varese: il talento azzurro firma a Cividale in A2

Federico Bottelli sarà il prossimo caso di successo nell’elenco dei “varesini-emigranti”? La medaglia d’argento agli Europei Under 18 conquistata a Trento dall’azzurrino classe 2008 è l’occasione perfetta per una riflessione, fatta da La Prealpina, ad ampio raggio sui giovani talenti cresciuti all’ombra del Sacro Monte e poi consacratisi altrove. Un elenco guidato oggi da Andrea Calzavara, che ha spiccato il volo a partire dal 2021 dopo il passaggio fondamentale alla Robur et Fides in Serie B.

Soprannominato affettuosamente “Bottellino”, il giovane playmaker è un prodotto puro dell’era Academy di Varese Basketball, società con la quale ha vinto il suo primo Scudetto Under 15 nel 2023. Con la prima maglia biancorossa ha disputato soltanto una parentesi nel 2024/25, trovando spazio nella seconda parte del campionato di B Interregionale — da gennaio in poi — complice l’infortunio di Mauro Villa.

Bottelli: dallo Scudetto con Tortona all’esordio con Stefano Pillastrini

Non sentendosi valorizzato secondo le proprie aspettative, Bottelli ha scelto di lasciare la città natale per trasferirsi a Tortona, dove ha conquistato il suo secondo tricolore giovanile, questa volta con la formazione Under 19. Ora per il regista classe 2008 si aprono le porte del basket professionistico: ad attenderlo c’è l’esordio in Serie A2 con la Gesteco Cividale, guidata da un maestro di giovani come Stefano Pillastrini.

Varese e la gestione del settore giovanile: una questione filosofica

La partenza di Bottelli riapre un dibattito mai sopito attorno al vivaio di Varese Basketball: la struttura biancorossa sembra essere più attrattiva per i prospetti stranieri che per i giovani italiani, varesini o meno. L’avvento dello svincolo annuale e il peso crescente delle agenzie dei procuratori rendono estremamente complesso trattenere un atleta italiano con accordi a medio-lungo termine.

Al contrario, la società ha dimostrato di riuscire a costruire progetti pluriennali con atleti stranieri come Basualdo, Kangur e Bol Bol, vincolati con accordi a lungo termine e clausole di buyout scalettate per età e obiettivi.

Il modello Eliseè Assui e la sfida delle agenzie

Si scontrano così due visioni diametralmente opposte. Da una parte c’è la linea del club, che cerca una fidelizzazione totale sul modello incarnato da Eliseè Assui — il quale nell’estate 2024 firmò un accordo quinquennale, poi trasformato in buyout verso Florida State. Dall’altra c’è la realtà odierna raccontata anche dal caso Suigo: senza il vincolo del cartellino, il giovane prospetto rischia di non essere più un patrimonio del club di appartenenza, bensì della propria agenzia.

Resta da capire dove si collocherà il 18 enne playmaker nel basket dei grandi. Nel frattempo, per Varese Basketball rimane l’amaro in bocca e l’inevitabile rimpianto di non aver saputo — o potuto — trattenere uno dei migliori talenti della propria città.

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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