La sconfitta contro Venezia lascia in dote a Cantù non solo due punti persi, ma una sensazione di occasione mancata che va oltre schemi e statistiche. Walter De Raffaele, ex di turno, non gira attorno al problema e lo sintetizza con un’espressione tanto diretta quanto eloquente: «Dobbiamo essere più scaltri, meno polli».
Il messaggio del coach, però, sembra non essere ancora arrivato del tutto alla squadra. E il tempo, come lui stesso ribadisce, non è un alleato.
Partita sempre a inseguire: l’impatto è il nodo centrale
Cantù ha rincorso Venezia per lunghi tratti del match, pagando lo sforzo del rientro soprattutto tra primo e secondo quarto e nel terzo periodo.
«L’impatto è stato troppo morbido», sottolinea De Raffaele, evidenziando come la squadra abbia capito tardi come affrontare una formazione solida e strutturata come quella lagunare, che va colpita con decisione, “all’arma bianca”.
Il rimpianto dei possessi della svolta
Il rammarico più grande arriva nel momento in cui Cantù riesce a rientrare:
«Quando li abbiamo ripresi, avevamo due-tre possessi per girarla e non li abbiamo sfruttati».
Nel basket, certi errori si pagano. A pesare anche un parziale di cinque minuti senza canestri nel terzo quarto, con tiri aperti non convertiti, come quello di Green. Episodi che, contro squadre di questo livello, fanno la differenza.
Lucidità mancata e infortuni: un mix penalizzante
La chiave indicata dal tecnico è la mancanza di lucidità nei momenti decisivi, il saper fare la cosa giusta al momento giusto.
A complicare il quadro, anche la sfortuna: l’assenza di Ballo nel secondo tempo e i problemi fisici di Sneed hanno inciso. Ma De Raffaele non cerca alibi:
«Vediamo ancora errori banali. Serve alzare il livello di attenzione, perché di tempo ce n’è pochissimo».
Difesa in crescita, ma serve continuità
Non tutto è da buttare. Il coach riconosce segnali positivi soprattutto nella ripresa: maggiore durezza difensiva, raddoppi, qualche soluzione a zona anche contro una squadra che punisce ogni esitazione.
«Ho visto una crescita in difesa», spiega, pur ammettendo che sarebbe servito qualche errore non provocato in più da parte di Venezia.
I singoli sotto la lente: leadership cercasi
De Raffaele entra poi nel dettaglio delle prestazioni individuali.
Basile, adattato da “5”, ha fatto il suo sul piano tecnico, ma «mentalmente non è ancora settato».
Chiozza è apparso in difficoltà fisica e tecnica: qualche lampo, poi il vuoto, proprio mentre la squadra scivolava sotto.
Il passaggio più duro riguarda la leadership:
«Dai giocatori d’esperienza mi aspetto di più. Non l’ho vista».
Il coach chiarisce però che la responsabilità non può ricadere su un solo ruolo: sotto di tre punti, tutta la squadra deve capire cosa serve fare.
Urgenza sì, ansia no
Il messaggio finale è chiaro e netto: niente panico, ma massima urgenza. Ogni possesso conta, ogni errore pesa. Cantù ha mostrato sprazzi di solidità e carattere, ma ora serve trasformarli in continuità.
Perché, come avverte De Raffaele, il tempo per aspettare è praticamente finito.





