DeMar DeRozan ha chiuso un’annata complicata a Sacramento con un bilancio che mescola orgoglio personale e amarezza collettiva. Il veterano ha chiuso la stagione con 18.4 punti di media, ma i Kings hanno terminato con un desolante record di 22-60, quattordicesimi nella Western Conference.
Il momento più significativo sul piano individuale è stato il raggiungimento della sedicesima posizione nella classifica marcatori all-time della NBA, un traguardo che DeRozan ha accolto con gratitudine.
Superare chiunque in questa lega, in qualsiasi statistica, è qualcosa di straordinario. È un onore. Non do mai per scontato il fatto di poter giocare a questo sport.
Il veterano ha però ammesso che i numeri personali non compensano le sconfitte:
Avrei voluto che le vittorie arrivassero insieme a questi traguardi, ma non è successo. Detto questo, riuscire a raggiungere qualsiasi risultato in questa lega resta incredibile.
Una stagione segnata da infortuni e instabilità
DeRozan ha definito questa annata ancora più dura della precedente, soprattutto a causa dei continui cambi di formazione e degli infortuni che hanno decimato il roster. Ha descritto una situazione in cui Sacramento ha perso elementi chiave fin dall’inizio, con problemi che si sono accumulati uno dopo l’altro, rendendo impossibile trovare continuità mentre la squadra sprofondava in classifica.
Tanti giocatori fuori. Abbiamo iniziato la stagione senza un elemento fondamentale. Poi ne è caduto un altro. È stato un susseguirsi di problemi, cercando di adattarci mentre sentivamo di affondare sempre più in basso a causa delle sconfitte.
Nonostante tutto, DeRozan ha voluto sottolineare il valore dell’opportunità di competere e di restituire qualcosa ai tifosi. Ha anche speso parole di elogio per Doug Christie alla sua prima stagione completa da head coach, ribadendo di aver sempre voluto dare il massimo in campo per lui.
Sguardo al futuro tra incertezze contrattuali
DeRozan si avvia verso l’ultimo anno del suo contratto triennale da 73 milioni di dollari, ma la questione contrattuale non sembra essere la sua priorità. Ha ribadito che la cosa più importante resta poter continuare a giocare a pallacanestro, lo sport che ama.
Il forward dei Kings ha anche apprezzato la possibilità di condividere il parquet con Russell Westbrook, definendolo “praticamente famiglia” e sottolineando quanto sia speciale avere accanto qualcuno con un percorso simile al suo.
Un pensiero positivo lo ha riservato anche ai giovani del roster, il cui entusiasmo ha portato energia e divertimento in una stagione altrimenti grigia. Guardando avanti, DeRozan ha indicato la necessità di curare i dettagli e trovare stabilità.
Sono sempre ottimista. Cerco semplicemente di prepararmi al meglio ed essere pronto per qualsiasi cosa arrivi.
