Hai giocato in Estremo Oriente, in Giappone. Molti giocatori USA optano per questa scelta: come mai hai fatto questa decisione?
L’anno del Covid è stato complicato in Europa. Avevo un altro anno di contratto col Pana, ma l’opportunità giapponese è stata la migliore per me e la mia famiglia. Il budget di molte squadre è stato ridotto, e allora ho voluto provare l’esperienza di una grande città come Tokyo. A livello economico è stata una grandissima scelta.
Com’è il livello di pallacanestro in Giappone?
Ogni squadra può avere al massimo 3 americani, ma penso che sia comunque abbastanza competitivo. I giocatori giapponesi sono molto veloci e intelligenti, 5-6 miei compagni erano in Nazionale…
Avevi altre offerte oltre a quelle dell’Olimpia questa estate? Erano vere le voci sulla Virtus?
Ero in vacanza mentre ho preso la decisione. Bologna era davvero interessata, ma poi è arrivata Milano. Conoscevo Messina dai tempi degli Spurs: ho pensato che sarebbe stato un fit migliore per me venire qui. L’obiettivo è raggiungere le Final 4, questo ha pesato certamente.
Potete competere per ogni titolo, c’è davvero tanto talento quest’anno. Come pensi di contribuire?
Cercando di essere aggressivo. Dobbiamo raggiungere il peak nel momento giusto dell’anno, perché il limite è il cielo, anche a livello personale. Rimbalzi, triple, mismatch: bisogna rimanere sempre concentrati e avere fiducia nel coaching staff. Con l’infortunio di Shavon dovrò giocare molto più da 3: a Nanterre sono stato un fattore da 4, ma ho dimostrato nella carriera di impattare anche da 3.
Dicci i 5 giocatori più sottovalutati di Eurolega. Difficile, eh…
Devon Hall sicuramente; Shavon Shields è davvero talentuoso, non riceve abbastanza credito; Guerschon Yabusele, a Monaco ho giocato con Vladimir Lucic, grandissimo lavoratore; David Lighty, mio compagno a Ohio State, solidissimo.





