Quando hai deciso di venire in Europa? L’NBA era un’opzione percorribile o è stata una decisione professionale?
Un ragazzo come me sogna sin da bambino di arrivare in NBA, ma è stata una decisione famigliare e personale. Avevo più opportunità qui: è stata una benedizione! In 10 anni che sono qui ho vissuto in città bellissime. L’NBA è sempre un obiettivo, ma anche l’Europa non è così male. Ho ottenuto così tanto qui…
Gli inizi della carriera a Nanterre: cosa ricordi di quella partita contro Barcellona, probabilmente la più grande vittoria della storia della squadra francese? Ti ha aperto le porte per gli anni successivi?
Personalmente, aver giocato quella partita contro una squadra con giocatori NBA ha segnato la mia carriera. Quella prestazione mi ha permesso di fare un salto avanti notevole nella carriera, è una delle migliori di sempre ancora oggi. Capita a molti giocatori di squadre più piccole di giocare contro squadre più grandi e poi essere firmati da quella stessa società: l’estate seguente Papanikolau è andato a Houston e i blaugrana hanno puntato su di me. Si sono ricordati di quella partita…
Preferisci giocare da 3 o da 4?
Oggi si gioca small ball, anche i 4 tirano molto. Al Barca ho giocato il 90% del tempo da 3, in un gruppo da NBA. Dicono che sia un mismatch nightmare, difficile da marcare in post basso. Penso di esser versatile e adattarmi a differenti schemi.
Qual è stato il cambiamento maggiore tra Nanterre e una powerhouse come Barcellona?
Nanterre è un club piccolo, ma il Barca è di un altro livello. Final 4 come obiettivo, grandi nomi, una folle passione per la pallacanestro. Sono onorato di aver contribuito ai successi di Nanterre, ma in Spagna è tutta un’altra cosa!
Al Pana sei stato allenato da Rick Pitino. Che tipo di coach è? La sua carriera parla da sé, ma quali sono i privilegi di giocare per lui?
È stato fantastico: la sua conoscenza del Gioco è da Hall of Fame. Ha una richiesta demanding allenamento dopo allenamento: la seconda parte di quella stagione ci ha trasmesso una fiducia e una potenza tale che ne abbiamo vinte 10 di fila e abbiamo raggiunto i Playoff di Eurolega. È stato uno degli anni migliori della carriera: Rick ha saputo tirar fuori il meglio di me, lo devo ringraziare ancora per tutto quello che ha fatto.
Pitino, per quella stagione, ti aveva definito il miglior giocatore di Eurolega “pound for pound”. Un onore per te…
Grandissimo! Facevo 14-15 punti di media, la squadra giocava molto bene: percepivo che Pitino apprezzava l’amore e la passione per il Gioco che entrambi avevamo!
Penso che abbia cambiato la prospettiva americana sul basket europeo col suo arrivo in Grecia?
Ha dimostrato che un allenatore da Hall of Fame poteva fare bene in Europa. Ha fatto bene sia a lui, sia alla cultura, sia all’ambiente della pallacanestro in generale.
Pensi che qualcuno potrebbe fare il percorso inverso? Qualche europeo che possa allenare in NBA?
Tutto è possibile (ride, ndr): tanti coach vincenti in Europa hanno contatti in NBA, alla fine si basa tutto su quelli. Certo, è possibile!
