HomeIntervisteDeshaun Thomas: "La Virtus forte su di me, poi è arrivata Milano..."

Deshaun Thomas: “La Virtus forte su di me, poi è arrivata Milano…”

Domanda divertente: una persona che ti conosce molto bene mi chiede di domandarti chi sia il migliore chef e il miglior intenditore di vino di tutta l’Eurolega?

Daniele Baiesi!! Ha sempre consigli per le giuste bottiglie!

La stessa persona si è chiesta “Perché sino a 30 anni non finiva con la mano destra al ferro”?

Emilio Kovacic (player development coach al Bayern, ndr) mi ha insegnato davvero tante piccole cose. Con la maturità e l’esperienza non posso più permettermi di saltare sopra gli avversari e finire con una schiacciata gli alley oop, ma ora ho aggiunto questa parte e sono un giocatore più completo.

Sei nato e cresciuto cestisticamente in Indiana. Si dice “Ci sono 49 stati, e poi l’Indiana, a Basketball State”. Come mai?

Da Larry Bird ad altri grandi campioni, la passione per il basket è presa davvero sul serio. Un sacco di squadre lo fanno con orgoglio!

Sei stato eletto Indiana Mr Basketball nel 2010. Che significato ha per te?

Essendo cresciuto lì è stato sempre uno dei miei obiettivi da ragazzo e l’ho conquistato. Ha un valore davvero grande.

Al college passi a Ohio State: il primo anno hai giocato con Amedeo della Valle. Cosa ti ricordi di lui? È stato uno dei primi italiani ad andare al college…

Grande realizzatore e tiratore: quando ero freshman andavamo spesso nella sua stanza, mi prestava soldi per il cibo. Mi ha aiutato a conoscere i migliori ristoranti della zona, quel magrolino di ADV!

ISCRIVITI AL CANALE YOUTUBE

A Milano, invece, hai avuto dritte enologiche da Daniele Baiesi?

Da lui e da “my Amedeo”!

Hai battuto Pangos a Gonzaga quando eri a Ohio. Vero?

Nel 2012 eravamo davvero una grande squadra, siamo arrivati sino alle Final 4. Al secondo turno abbiamo sconfitto Kevin e i suoi Bulldogs. Quella partita non la giocò benissimo, ma si capiva che sarebbe diventato un grande giocatore.

Qual è stato il miglior momento a Ohio State? E il peggiore?

Il migliore è stato l’anno da sophomore: dopo il primo anno e le Final 4 diversi ragazzi sono andati via, ma ho mantenuto buonissimi numeri. Il peggiore sono stati i problemi di falli nella partita contro Kansas: non ne avevo mai avuti prima, ma sono capitati proprio quel giorno. Fa ancora male ricordare quei giorni…

Massimiliano Bogni
Massimiliano Bogni
Hoosier. Bergamasco. Atalantino. Iscritto a Lettere Moderne in UniMi. A seconda del contesto, non necessariamente in quest'ordine. Sempre in attesa di recuperare da terra ogni briciolo di sport.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui
Captcha verification failed!
CAPTCHA user score failed. Please contact us!