Siamo arrivati al giro di boa della stagione, con la pausa per le coppe nazionali che spacca precisamente a metà i campionati creando un prima e un dopo i vari tornei. In Italia, questa settimana andranno in scena le Final Eight a Torino, e noi di Backdoor abbiamo colto quest’occasione per fare un recap squadra per squadra della stagione fino ad ora. Partiamo, oggi, con la Dinamo Sassari, analizzando cosa è andato e cosa invece non ha funzionato fino ad ora. Proveremo ad analizzare statisticamente la situazione con le nostre analytics forniteci da Synergy, per poi dare dei voti ai vari giocatori con un pagellone riassuntivo.
Cosa ha funzionato
La stagione della Dinamo Sassari fino ad ora si è rivelata insufficiente, e i numeri statistici sono lì a dimostrarlo. Cercare di trovare delle cose che hanno funzionato bene è, quindi, operazione non semplicissima. Dal punto di vista delle statistiche base, la Dinamo è la seconda migliore squadra del campionato nelle percentuali ai tiri liberi (79.3%) e la terza migliore nelle palle recuperate (7.9). Buono anche il rating della percentuale di falli su tiro subiti, rispetto al numero totale di falli subiti: 52%, seconda migliore in LBA (fonte Hack a Stat).
Dal punto di vista delle tipologie di gioco in attacco, invece, Sassari gode di un’efficienza nella media in transizione (1.099 PPP), e di un’efficacia molto buona nell’attacco alla zona (1.094 PPP) e nei punti da rimessa (0.988 da fondo e 0.982 da lato). Molto buoni anche i numeri in post up (0.927 PPP) e nei canestri dagli scarichi (1.027 PPP).
Cosa non ha funzionato
Come accennato precedentemente, molti sono i numeri che condannano la brutta stagione della Dinamo Sassari fino ad ora. La Dinamo è la squadra che perde più palloni in campionato (14.8), il secondo peggior attacco (75.7 punti segnati di media) e la seconda peggior squadra nelle percentuali da tre punti (33%).
Dal punto di vista offensivo, le tante difficoltà avute da Sassari nella gestione del pallone sono evidente anche da un altro numero. Il Banco di Sardegna, infatti, ha una pessima efficienza nella produzione offensiva dell’handler del pick’n’roll (0.707 PPP). Negativi anche i numeri in spot up, dove la squadra di Markovic produce o.975 PPP. Due cifre che, messe insieme, dicono molto delle difficoltà di Sassari nel trovare soluzioni efficaci dai gestori del pallone e, di conseguenza, nel segnare tiri piedi per terra con un buon ritmo. Anche in difesa, inoltre, i numeri dello spot up condannano i sardi: 1.105 PPP, troppi subiti per una buona competitività.
Pagellone
Cappelletti 5: a differenza della crescita mostrata in Serie A con Verona, il ruolo in uscita dalla panchina sembra averlo ridimensionato. Alcune prestazioni hanno mandato qualche segnale positivo, ma in generale il play italiano ha fatto molta fatica ad essere incisivo costantemente anche nella gestione del pallone, oltre che dal punto di vista realizzativo.
Treier 5.5: utilizzato non sempre con costanza, ha comunque provato in modi alterni a portare intensità in difesa e aiutare in attacco. Ancora troppo poco, tuttavia, per garantirgli un posto fisso nelle rotazioni.
Kruslin 4.5: prestazioni in netta fase discendente rispetto al giocatore visto l’anno scorso, che riusciva a dare un apporto importante su entrambi i lati del campo. Le difficoltà maggiori arrivano da quella che dovrebbe essere la sua caratteristica principale, il tiro da tre, dove sta avendo percentuali pessime con un brutto 29%.
Tyree 7: in più di un’occasione si è intestardito troppo cercando soluzioni personali, ma rimane il punto di riferimento centrale per l’attacco di Sassari. Se riesce ad ingranare la marcia giusta, segnando con costanza in penetrazione e con il suo jump shot, diventa letale.
Gentile 5: si riduce sempre di più il numero di partite in cui riesce ad essere decisivo. Un calo anche normale, vista l’età e l’alto chilometraggio di tutti questi anni sulle spalle.
Diop 6: ha saltato molte partite per via dell’infortunio, e dal suo rientro è riuscito comunque ad impattare positivamente sulla squadra. Anche in questo caso tuttavia la brillantezza della scorsa stagione sembra un ricordo lontano, anche per colpa di un reparto esterni non più così tanto in grado di metterlo in moto.
Gombauld 6: ha retto bene l’impatto con il campionato italiano. Pur dimostrandosi in diverse occasioni un po’ impacciato e caotico, la sua rapidità ed il suo tocco, uniti a una buona rim protection, lo rendono alternativa valida sotto canestro.
McKinnie 4: prendere il posto di Bendzius sarebbe stato difficile per chiunque, ma dall’americano era lecito comunque aspettarsi molto di più. Quasi sempre disattento in difesa, anche in attacco non è riuscito ad inserirsi nei meccanismi né di Bucchi né di Markovic, finendo ai margini delle rotazioni.
Jefferson 6.5: ha dato alla squadra più solidità in cabina di regia, specialmente nelle ultime settimane. L’impressione è che renda meglio a ritmi più alti rispetto a quelli a cui sta giocando la Dinamo, ma in generale le sue prestazioni sono state buone. A dimostrarlo, il dato di 1.110 PPP di media a partita.
Charalampopoulos 6.5: dopo un inizio difficile, nell’ultimo periodo ha decisamente alzato il livello del suo gioco. Quando servito, in post è una risorsa fondamentale, e ultimamente anche le percentuali da tre punti lo stanno aiutando molto a trovare ritmo.
Whittaker 4: senza dubbio il grande bocciato della stagione della Dinamo Sassari. Non è riuscito ad incidere minimamente sulla squadra, incappando in molte difficoltà nel trovare la via del canestro ma anche nel trovare soluzioni per gli altri. Se si fosse dimostrato all’altezza, magari staremmo parlando di un altro tipo di stagione per i sardi. Ma con i se non si va da nessuna parte.
Coach Bucchi 5.5: in mezzo a mille difficoltà, tra una costruzione del roster errata e tanti infortuni, è riuscito a non far mai naufragare la barca fino in fondo. Dalla Dinamo, tuttavia, ci si aspetta più di questo e a farne le spese è stato lui.
Coach Markovic 5.5: arrivato almeno inizialmente per dare una scossa soprattutto emotiva, è ripartito da dove Bucchi aveva lasciato. Al momento la classifica non condanna Sassari, ma la sensazione è di essere ancora lontani dall’aver trovato una giusta quadra.
