HomeEsclusiveGamePlanDinamo Sassari-Olimpia Milano: banchetto sardo | LBA GamePlan

Dinamo Sassari-Olimpia Milano: banchetto sardo | LBA GamePlan

Nell’anticipo domenicale dell’ora di pranzo, è andata in scena la sfida tra Dinamo Sassari Olimpia Milano al PalaSerradimigni. La sfida ha visto vincere il Banco di Sardegna, in una gara controllata dalla squadra di Bucchi fin dall’inizio. Nel finale l’Armani, trascinata da uno Shields storico, a provato a recuperare una prestazione terribile senza però avere successo. Analizziamo gli spunti tattici più interessanti che ci ha regalato la gara con il nostro consueto GamePlan del giorno dopo.

Banchetto sardo

Sassari è partita fortissimo nella gara con un 12-0 di parziale. La Dinamo ha tramortito gli avversari sfruttando dei primi minuti terribili lato Olimpia. In attacco l’Armani non è riuscita a generare neanche un vantaggio, e quando ci è riuscita le percentuali dall’arco non hanno sorriso. Dall’altro lato, un Banco di Sardegna molto più aggressivo ha sfruttato la mobilità e la tenacia di Gombauld sotto canestro, lottando bene anche a rimbalzo. Il canovaccio dei rimbalzi, tra l’altro, si ripeterà nel corso di tutta la gara, con Sassari per nulla in difficoltà ma che, anzi, è riuscita a concedersi diversi extra-possessi vincendo la lotta sotto i tabelloni (30 rimbalzi totali contro i 27 degli ospiti).

L’unica luce

In un attacco misero come quello Olimpia, soprattutto nel primo tempo l’unica luce in fondo al tunnel è stato il post basso di Voigtmann. Il tedesco ha segnato diversi fadeaway sfruttando la propria lunghezza rispetto a qualsiasi avversario, facendo rientrare lentamente Milano in gara. Insieme a lui, ottimo apporto è arrivato anche da Tonut, impegnato a sbattersi in difesa e autore di un paio di rubate e canestri che sembravano poter dare fiducia ai biancorossi. Per lunghi tratti di gara, tuttavia, Milano non è riuscita ad andare oltre l’apporto di questi due giocatori. Causa di assenza di playmaking, con un Lo disastroso, e uno Shields che ha passato molta della prima parte di partita in panchina per via dei falli commessi.

Comunicazione disastrosa

Nel secondo tempo Milano è rientrata dagli spogliatoi dando l’impressione di poter rientrare dal -11 di fine secondo quarto. In un paio di possessi l’Olimpia ha fatto circolare bene il pallone, e sfruttando uno Shields in crescita si è riavvicinata. Tuttavia, subito dopo Sassari è riuscita a riprendere in mano la gara. La squadra di Messina infatti si è sfilacciata malamente in difesa, comunicando in modo pessimo sui P&R di Gentile e Cappelletti e lasciando troppo spazio ai tagli avversari verso canestro. Per la Dinamo Sassari fondamentale è stato l’apporto di Tyree, capace di sfuggire alla difesa competente di Tonut e trovando poca resistenza dai lunghi di Milano una volta superato l’esterno della Nazionale.

Colpo su colpo

Negli ultimi 10 minuti Shields, aiutato da Flaccadori, ha preso definitivamente in mano l’Olimpia, segnando una serie di canestri pazzeschi e dettati dal puro talento. Alle sue triple, tuttavia, hanno risposto quelle di Gentile, Charalampopoulos e Tyree. La bravura di Sassari, in questo caso, è stata quella di rimanere dentro la gara anche vedendo Milano rientrare fino al pareggio. Merito della leadership dello stesso Gentile, e della capacità della Dinamo di rispondere colpo su colpo. Ad ogni tiro realizzato da Shields in una metà campo, il Banco di Sardegna ha risposto nell’altra in egual modo, se non con mezzi più pesanti. La tripla della staffa l’ha segnata Tyree, ma la Dinamo Sassari ha costruito la vittoria su una gara giocata in modo impeccabile sia tecnicamente che in termini di atteggiamento. Al contrario di un’Olimpia Milano disastrosa, disunita e senza verve.

Marco Marini
Marco Marini
Marchigiano fuori sede, studio Relazioni Internazionali e nel frattempo mi diletto a scrivere della mia più grande passione: il basket.

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