Sebbene la stagione dell’Aquila Trento sia stata caratterizzata da numerosi alti e bassi, i bianconeri hanno chiuso l’annata con un record di 12 vittorie e 16 sconfitte, conquistando l’ottava posizione in classifica. La serie contro Bologna è stata tutt’altro che una passerella per la Virtus, costretta a sudare le classiche sette camicie per liberarsi di Forray e compagni soltanto nei minuti finali di una combattutissima gara 5.
Beata gioventù
La principale spiegazione con cui, per tutta la stagione, coaching staff e società hanno motivato i già citati alti e bassi riguarda la carta d’identità del roster: l’Aquila poteva infatti vantare, per distacco, la squadra più giovane del campionato, con un’età media di poco superiore ai 24 anni. Dopo il capitano e bandiera Toto Forray, il giocatore più esperto del gruppo è stato Peyton Aldridge, appena trentenne.
Tra giovani italiani e statunitensi alla prima esperienza europea, l’inesperienza ha inevitabilmente avuto un peso importante nell’andamento altalenante della stagione trentina.
Grande con le grandi, piccola con le piccole
Un dato che sintetizza efficacemente la stagione della Dolomiti Energia è il doppio record di 6-8: sia contro le prime sette classificate sia contro le sette squadre arrivate alle spalle di Trento.
Se la formazione di coach Cancellieri è riuscita a imporsi su campi difficili come Bologna e Venezia, non sono mancati tonfi inattesi, come gli 0-2 subiti contro Sassari e Cremona. Probabilmente la mentalità da underdog ha aiutato i trentini nei momenti in cui pochi concedevano loro credito, mentre la squadra ha mostrato maggiori difficoltà nel gestire le gare in cui partiva con i favori del pronostico.
Anche la serie playoff contro la Virtus Bologna ha confermato questa tendenza: i bianconeri sono riusciti ad alzare ulteriormente il livello del proprio gioco contro i campioni d’Italia, arrivando persino a mettere spalle al muro gli emiliani dopo il successo in gara 3.
Ritorno ai playoff di Eurocup
Se la regular season di campionato non ha raggiunto i picchi delle annate migliori, l’Aquila ha saputo rialzarsi sul palcoscenico europeo. Dopo anni vissuti da semplice comparsa in EuroCup, Trento è tornata a essere una realtà credibile e rispettata anche sul palcoscenico continentale.
Dopo un avvio balbettante da 1-4, i bianconeri hanno infilato quattro vittorie consecutive nel mese di dicembre, rientrando prepotentemente in zona playoff. La Dolomiti Energia ha collezionato successi prestigiosi contro entrambe le future finaliste della competizione, Bourg e Besiktas, chiudendo la stagione regolare con un record di 11 vittorie e 7 sconfitte, trascinata da un Devante’ Jones capace di guadagnarsi un posto nel primo quintetto della competizione.
Il quinto posto finale ha aperto le porte della postseason, dove la squadra di Cancellieri ha nuovamente cavalcato la propria underdog mentality. Nel derby italiano contro Venezia, una prestazione da MVP di Devante’ Jones, autore di 38 punti, ha permesso ai trentini di espugnare il Taliercio al termine di una sfida combattutissima e risolta soltanto all’overtime. La corsa europea si è poi fermata ai quarti di finale contro il Besiktas. Non è arrivata l’impresa, ma resta il rammarico per quel tiro di Jogela nei secondi conclusivi che avrebbe potuto indirizzare la partita, persa per un solo punto, verso un epilogo diverso.
Successi fuori dal campo
Dopo la straordinaria stagione 2024/25, culminata con la conquista della Coppa Italia e con numerosi riconoscimenti individuali per diversi giocatori e allenatori, quest’anno i premi sono arrivati soprattutto fuori dal parquet.
L’Aquila Basket si è infatti aggiudicata i riconoscimenti per il miglior progetto digitale e il miglior progetto marketing, un’ulteriore conferma della qualità del lavoro svolto dal club trentino non soltanto sul piano sportivo, ma anche sotto il profilo organizzativo e manageriale. Un modello solido e strutturato, dimostrato anche dall’ottima risposta del pubblico: Trento si conferma infatti tra le realtà italiane con le percentuali di riempimento del palazzetto più elevate.
La Trento che verrà
La prossima stagione porterà con sé un nuovo cambio alla guida tecnica. Dopo l’addio di Massimo Cancellieri, il club ha affidato la panchina ad Alessandro Rossi, chiamato a proseguire il percorso di valorizzazione dei giovani talenti della Dolomiti Energia.
Sul fronte straniero si prospetta invece una vera e propria rivoluzione, con profili quasi interamente nuovi. Uno scenario tutt’altro che inedito per l’Aquila e per il direttore sportivo Rudy Gaddo, che sarà nuovamente chiamato a individuare giocatori capaci di crescere in Trentino e compiere quel salto di qualità che da anni rappresenta la caratteristica principale del progetto bianconero.
