Draymond Green ha una player option da 27,7 milioni di dollari per la stagione 2026/27, che gli consentirebbe di diventare free agent senza restrizioni e cercare una nuova destinazione. Tuttavia, secondo quanto riportato da Anthony Slater di ESPN, fonti della lega e della franchigia non si aspettano che il veterano dei Warriors scelga questa strada.
L’aspettativa è che Green eserciti la sua opzione, assicurandosi i 27,7 milioni per la prossima stagione, oppure la rifiuti per negoziare un contratto pluriennale con Golden State a un primo anno di ingaggio più basso. Quest’ultima soluzione, scrive Slater, aumenterebbe le probabilità che il 36enne chiuda la carriera con la maglia dei Warriors.
Le voci di trade e il caso Antetokounmpo
L’aggiornamento sulla situazione contrattuale di Green arriva all’interno di un profilo più ampio dedicato all’ex Difensore dell’Anno, ormai vicino alla fine della sua quattordicesima stagione NBA. Green non ha voluto parlare del suo prossimo contratto, ma ha affrontato diversi altri temi, tra cui le voci di scambio che lo hanno riguardato nei mesi scorsi.
I Warriors avrebbero cercato di acquisire Giannis Antetokounmpo alla trade deadline di febbraio, e quasi certamente avrebbero inserito Green nel pacchetto per pareggiare il contratto al massimo salariale della stella dei Bucks. Green era al corrente della situazione e, pur ammettendo di essere rimasto inizialmente infastidito, ha compreso le ragioni della franchigia.
“Sono un essere umano. Per un secondo ho pensato: ‘Davvero vogliono farmi questo?’ Ma capisco questo business probabilmente quanto qualsiasi altro giocatore. Stiamo parlando di Giannis Antetokounmpo. Non mi stavano scambiando per un pugno di noccioline. Sarebbe stato quasi un motivo d’orgoglio.”
“Devo essere onesto, però. Non volevo giocare a Milwaukee.”
Secondo fonti della lega, se lo scambio tra Warriors e Bucks fosse andato in porto, Green aveva individuato le due franchigie di Los Angeles – Lakers e Clippers – come possibili destinazioni verso cui essere dirottato. In ogni caso, quelle voci di trade non sembrano averlo spinto a cercare un’uscita da Golden State in estate.
L’impatto difensivo secondo Green
Che la sua avventura ai Warriors prosegua o meno oltre il 2025/26, Green resta convinto di poter essere un giocatore d’impatto, soprattutto in difesa. Ha ammesso di non essere più veloce come un tempo e di non saltare più come prima, ma si considera ancora tra i difensori più influenti della NBA, collocando solo Victor Wembanyama sopra di sé.
“Mi sento meglio difensivamente di quanto mi sia mai sentito. I numeri non lo mostreranno con rubate e stoppate. Ma lo faccio in modo diverso. Non riesco più a prendere la stoppata ogni volta, ma posso coprire l’azione. Magari non arrivo alla palla rubata, ma mi assicuro che l’azione sia bloccata.”
Dal punto di vista tecnico, Green è già eleggibile per una veteran contract extension che sostituirebbe la player option per il 2026/27: nulla impedisce a lui e ai Warriors di iniziare a discutere del prossimo accordo fin da subito.
