La stagione di EuroLeague si sta rivelando particolarmente difficile per molte squadre, e l’Olimpia Milano non fa eccezione. Coach Ettore Messina ha sollevato preoccupazioni riguardo al numero allarmante di infortuni che ha colpito i giocatori dall’inizio della stagione. Con ben 60 infortuni registrati, la situazione sta diventando insostenibile e richiede un’attenzione immediata da parte delle autorità sportive.
Messina, dopo la vittoria della sua squadra contro Treviso in LBA, ha condiviso le sue riflessioni con i giornalisti, evidenziando non solo le difficoltà fisiche della sua squadra, ma anche le implicazioni economiche e strutturali che derivano da un modello di competizione attuale che sembra non reggere il colpo.
Negli ultimi anni, il panorama del basket europeo è cambiato drasticamente, con l’emergere di nuove competizioni e l’interesse crescente da parte della NBA per l’Europa. Recentemente, il direttore NBA Europe, George Aivazoglou, ha annunciato l’intenzione di creare una lega separata in Europa, con Milano inclusa tra le città chiave. Questa notizia ha alimentato speculazioni su un possibile futuro dell’Olimpia Milano al di fuori dell’Eurolega.
Come riportato da PianetaBasket, Messina ha commentato in questo modo la possibilità che l’EA7 entri in NBA Europe:
“La nostra posizione, la mia posizione è molto semplice: abbiamo in EuroLeague un prodotto cestistico di altissimo livello, partite per livello, intensità, dramma, passione dietro solo ai playoff NBA. Poi però come leggi che il Real Madrid perde 38 milioni per fare la stagione di EuroLeague, e quando vedi che qui abbiamo problemi di ricambio di giocatori tra NIL, NBA con two-ways e gli altri contratti… Abbiamo un problema molto serio dal punto di vista economico.”
Messina ha elogiato la qualità del basket europeo, ma ha anche messo in guardia sui rischi economici che le squadre affrontano. Il caso di Real Madrid, che ha registrato perdite significative, serve da monito per altri club. Messina ha chiaramente affermato che la situazione attuale non può continuare.
“In più c’è il problema palese che è bellissimo avere 20 squadre, però come diceva il famoso film degli anni 70′ “Non si uccidono così anche i cavalli”: i sono stati 60 infortuni dalla fine di settembre a oggi. Tra strappi, crociati e compagnia bella. Da questo punto di vista queste cose non possono continuare.”
La questione degli infortuni non è solo un problema per Milano, ma per l’intero panorama del basket europeo. La salute dei giocatori deve essere una priorità, e le organizzazioni devono lavorare insieme per garantire un ambiente di gioco sostenibile e sicuro. Messina ha sottolineato che le decisioni future riguardo al percorso della sua squadra dipenderanno dai proprietari del club, lasciando intendere che ci sono molte incognite sul futuro dell’Olimpia Milano.
“Che l’Olimpia sia un obiettivo importante per la NBA è una cosa che penso faccia molto piacere alla proprietà. Un’altra riprova dell’apprezzamento per tutto l’impegno che la famiglia Armani ha fatto per la pallacanestro. Poi penso sia un bel riconoscimento per la città e la storia del club. […] Noi siamo aperti a sentire tutte le proposte, la proprietà valuterà cosa fare.”
