L’attesa è finita e i riflettori di tutta Europa sono pronti ad accendersi sulla nuova stagione di EuroLeague. Se le copertine e le attenzioni del pubblico sono inevitabilmente catturate dalle stelle acclamate e dai grandi colpi da prima pagina, la storia della massima competizione continentale insegna che i successi più importanti si costruiscono spesso nell’ombra.
Sono quei giocatori capaci di spaccare le partite uscendo dalla panchina, di garantire difesa sulla palla o di cancellare i dettagli negativi a far fare il salto di qualità definitivo a una squadra. Guardando oltre i soliti noti, emergono cinque profili pronti al debutto o a un nuovo corso che, per caratteristiche tecniche e collocazione tattica, hanno tutte le carte in regola per trasformarsi nei veri fattori X nei meccanismi dei rispettivi allenatori.
La spinta senegalese per il derby d’Atene: Ndiaye e Badio
In vista dell’inizio della competizione, l’attenzione si focalizza su quei tasselli tattici capaci di fare da acceleratore nei momenti chiave del torneo. L’Olympiacos ha puntato sul ventisettenne Mbaye Ndiaye, ala forte di 204 centimetri arrivata dal ASVEL per dare respiro ed esplosività al reparto lunghi al fianco di Sasha Vezenkov. Prototipo dell’ala versatile cara a coach Giorgos Bartzokas, Ndiaye garantisce lavoro sporco a rimbalzo, protezione del ferro e transizione immediata, compensando un tiro perimetrale ancora rivedibile dopo un’annata da 7,7 punti e 4,8 rimbalzi di media in Francia.
Sull’altra sponda della capitale greca, il Panathinaikos ha risposto ingaggiando la guardia senegalese Brancou Badio, elemento di grande atletismo prelevato dal Valencia dopo la conquista della Liga Endesa e la qualificazione alla Final Four continentale. Capace di agire sia da playmaker che da guardia tiratrice, Badio porta in dote al perimetro di coach Ergin Ataman pressione difensiva sulla palla e pericolosità nei giochi a due, presentandosi con un biglietto da visita da 11,2 punti a partita nell’ultima EuroLeague.
Esperienza per EuroLeague: Luwawu-Cabarrot, Forrest e la scommessa Saint-Supery
In casa Real Madrid, l’innesto dell’ala trentunenne Timothée Luwawu-Cabarrot punta a raccogliere un’eredità importante nel settore perimetrale dopo il passaggio di Mario Hezonja in NBA a Cleveland. Giocatore completo e generoso in fase difensiva, il francese — ex Milano e Baskonia — garantisce punti istantanei a campo aperto e pericolosità da ogni mattonella, forte di medie storiche da 13,2 punti a gara in oltre 110 presenze nella competizione.
Il Fenerbahçe di Sarunas Jasikevicius ha integrato nelle proprie rotazioni l’americano Trent Forrest, reduce dal titolo di MVP della Coppa di Spagna con il Baskonia. In un reparto guardie affollato da bocche da fuoco, la guardia ventottenne garantisce equilibrio, fisicità e creatività nella gestione dei possessi, vantando 10,2 punti e 4,6 assist a partita nell’ultima campagna europea.
La panoramica si chiude con Mario Saint-Supery, ventenne playmaker spagnolo al debutto assoluto in EuroLeague con la maglia del Valencia. Rientrato in patria dopo l’esperienza NCAA a Gonzaga chiusa con la qualificazione alla March Madness, il giovane talento della Nazionale iberica rappresenta la scommessa più affascinante per il nuovo corso guidato in panchina da Xavi Albert.




