Sette anni dopo aver lasciato San Antonio per guidare l’Olimpia Milano, Ettore Messina torna a respirare l’aria della NBA entrando a far parte dello staff degli Atlanta Hawks in qualità di consulente di coach Quin Snyder. L’allenatore italiano affiancherà la franchigia per un ruolo mirato di supporto tecnico e strategico. Ecco i passaggi più significativi della sua intervista concessa a La Gazzetta dello Sport.
«Questa estate sapeva a che punto ero e mi ha proposto di portare un punto di vista diverso, aggiornato sul trend della pallacanestro europea. Partecipo alle riunioni di preparazione alle partite e agli allenamenti, parlo con l’allenatore e gli assistenti, anche col GM se stanno seguendo un giocatore che magari ho visto».
Una NBA sempre più scientifica e il confronto con l’Eurolega
Rientrato nel mondo NBA dopo aver vissuto la crescita esponenziale dell’Eurolega, Messina ha evidenziato le differenze strutturali tra le due competizioni, sottolineando il profondo cambiamento tecnologico e metodologico della lega nordamericana.
«Vengo da un’Eurolega che ha fatto passi avanti enormi per strutture, staff, profondità del roster, recupero fisico, per affrontare un calendario sempre più esigente. Tornando, qui ho trovato staff ancora più allargati, efficientissimi sulla parte fisica e con la novità di un forte collegamento con gli esperti di analitica applicata non più solo alla valutazione dei giocatori con i gm, ma legata alle scelte tattiche e strategiche».
Il futuro in panchina e il giudizio sugli italiani
Nonostante il ruolo di consulente ad Atlanta, l’ambizione di tornare a guidare una squadra come capo allenatore resta intatta, subordinata però alla qualità del progetto e all’armonia dell’ambiente:
«Per adesso vorrei godermi questo momento anche di tranquillità, poi vediamo. Mi farebbe piacere, se mi viene offerta un’opportunità che possa essere in linea con quello che penso: a essere fondamentale non è né il livello della squadra né della competizione ma con chi dovrei lavorare e l’allineamento tra potenzialità e aspettative».
Infine, uno sguardo sui protagonisti italiani d’oltreoceano, da Simone Fontecchio — atteso da una stagione importante per aprire spazi a Giannis Antetokounmpo a Miami — fino alla crescita di Riccardo Fois nello staff dei New York Knicks. Sul fronte dei rapporti globali tra le grandi leghe, Messina ribadisce la necessità di un dialogo costruttivo: unire le competenze tra NBA ed Eurolega rappresenterebbe un’opportunità unica per l’intero movimento cestistico.







