HomeEuroLeagueEuroleague compie 25 anni: il promo è bello, ma preoccupante

Euroleague compie 25 anni: il promo è bello, ma preoccupante

Oggi, alle 16:45 con Alba Berlino-Panathinaikos, si aprirà una nuova stagione di Euroleague e le candeline che si spegneranno saranno 25. Un bel traguardo per la competizione, in una stagione che si prospetta a dir poco interessante, con mercati faraonici, ritorni dalla NBA e roster che si possono definire vere e proprie corazzate.
Inoltre, c’è la novità del salary cap che pian piano uniformerà, si spera, il fattore economico, che sta pericolosamente sbilanciandosi verso la completa assenza di sostenibilità.
Poi c’è un promo, il classico che Euroleague fa all’inizio della stagione per dare il via con un po’ di hype. E qui sorgono due sentimenti contrastanti.

Il primo è di bellezza: il promo fatto con tutte quelle personalità, giocatori e allenatori che hanno reso grande, grandissima, la competizione nel passato, fa scendere la lacrimuccia di gioia, perché è un passato bello, avvincente, a tratti epico, che abbiamo vissuto. Rivedere Bodiroga (va beh, lui lo vediamo spesso), Kutluay e altri, vedere per l’ultima volta Sergio Rodriguez e Kyle Hines essere volti dell’Euroleague, è qualcosa che fa piacere a chiunque abbia amato o ami la pallacanestro. Ma ora?

Il secondo rende tutto agrodolce: se ci si guarda indietro, c’è una tradizione ed epicità notevoli, ma se si guarda avanti? Come avevamo detto diverse volte, una volta ritirati i grandi di questo gioco, è difficile trovare volti che identifichino e impersonifichino la lega per il futuro. L’impressione è che manchi un po’ di marketing, di capacità di vendere il prodotto Euroleague, e anche se è divertente il “no discount on my services” di Mike James, l’impressione è che una personalità così potrebbe essere meglio sfruttata per dare un’immagine a Euroleague. Invece, se si guarda indietro c’è molto, se si guarda avanti molto meno. Non in termini di spettacolarità, di basket e di qualità della competizione, ma proprio come immagine, come rivedersi in qualche profilo e ricollegarlo subito all’Euroleague. È vero che sono cambiati i tempi, il basket e il mercato, quindi è sempre più difficile avere continuità, ma non può essere una scusa per non guardare avanti.
E nella bellezza che stiamo vivendo, in una competizione unica, ci sono più di un paio di allarmi che fanno guardare al futuro con un po’ di preoccupazione.

Simone Mazzola
Simone Mazzola
Simone Mazzola è ideatore e fondatore di Backdoor Podcast. Giornalista pubblicista iscritto all'albo, segue e racconta il basket quotidianamente da oltre vent'anni. Nel corso della sua carriera ha collaborato con redazioni del calibro di FoxSports e del sito italiano NBA. È inoltre autore del libro "American Dream: un infiltrato alle NBA Finals".X: https://x.com/mazzola_simone IG: https://www.instagram.com/datruth84/

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