INCUBI & DELIRI
Il biennio coi biancorossi di Atene non è dei più fortunati a livello fisico, ma forse per la prima volta Daniel comprende quale sia il ruolo e i compiti in grado di elevarlo definitivamente tra le guardie europee. Per ragioni in parti tecniche e in parte atletiche, a 26 anni Hackett è spalla perfetta di un mega creator. Lo scudiero perfetto, in grado di colmare i passaggi a vuoto del talento principale. Mani sicure a cui affidare la palla a spicchi nei momenti decisivi della partita, dove la stella della squadra riceve le attenzioni delle difese avversarie. Ministro della difesa dove, grazie a una stazza notevole per il ruolo, è in grado di consentire rotazioni e cambi difensivi di primissimo livello. Leader vocale e di spogliatoio se mai ce ne fosse uno, in grado di spendere una buona parola per tutti e di richiamare bruscamente le truppe sull’attenti quando necessario. La prima annata al fianco di Spanoulis promette faville, ma lo strappo alla coscia sinistra segna irrimediabilmente il soggiorno greco di Daniel. Il momento è buio. Le tenebre lo attanagliano. I dubbi obnubilano la mente. Ma Daniel è uno di loro. Guerrieri della luce. Perché sbagliano. Perché si interrogano. Perché cercano una ragione: e certamente la troveranno.

Nessuno pare credere in lui. Di sicuro non la dirigenza ateniese, chiaramente scettica riguardo el condizioni fisiche del romagnolo. Il telefono squilla, inaspettatamente. 0951. Prefisso della Baviera. La chiamata di Andrea Trinchieri è salvifica. L’anno al fianco di Zisis e Hickman riposiziona Hackett sulle mappe del basket continentale ma, soprattutto, riconsegna allo 0 fiducia e rinnovata esperienza. Dopo un anno in Germania, nel 2018 arriva il grande e definitivo passo. Dimitris Itoudis individua in Daniel i crismi del perfetto compagno di frontcourt da affiancare a De Colo e Rodriguez. I risultati? VTB ed Eurolega al primo anno. Mica male. L’evoluzione del suo gioco è continua. Non sembra arrestarsi di fronte alla carta d’identità. Ne sono testimoni il Fenerbahce e l’appena conclusasi serie di quarti di finale di Eurolega, che hanno spalancato le porte ai moscoviti della diciannovesima partecipazione della storia alle Final 4. Sedicesima nelle ultime diciotto edizioni. Mica male.




