Finire dove tutto è cominciato, la volontà di Kyle Hines è questa. Una carriera professionistica molto lunga la sua, un viaggio durato anni e anni ma che ha un denominatore comune: l’Italia. Dopo non essere stato scelto al Draft NBA 2008, il nativo di Sicklerville tanto tempo fa ha scelto il Bel Paese. Prima il famoso incontro in un McDonald’s con Andrea Trinchieri, poi la decisione di sposare il suo progetto a Veroli. Tutto è iniziato qui, e tutto probabilmente si chiuderà sempre qui. Hines infatti sembra più che determinato a continuare a giocare per l’Olimpia Milano, per chiudere un cerchio apertosi ormai quattordici anni fa.
Questa è la volontà manifestata in un’intervista ai microfoni di Rai Sport. Prima di parlare di futuro, non si può tuttavia non menzionare il suo talento. Kyle Hines è una pietra miliare del basket europeo, uno dei centri migliori di sempre. E chi l’avrebbe detto anni fa, quando Sir Kyle sembrava solo un giocatore sottodimensionato per il ruolo affidatogli. I numeri recitano 198 centimetri, ma il campo ha detto tutt’altro. Nel corso degli anni l’americano infatti è riuscito a trasformare quella che sembrava la sua debolezza maggiore in una forza. Agilità, ball handling, senso della posizione, intelligenza sopraffina e un atletismo che non ha pari: il centro dell’Olimpia è questo e molto altro. Dominante su tutti livelli, proprio in quel ruolo che per lui sembrava il meno adatto.
Ho cercato di sfruttare al massimo le mie qualità, quindi velocità, attività di gambe, forza, per poi lavorare nel migliorare quel che non avevo. Ho sempre dato tutto quello che avevo.
A certificare il suo talento non sono solo le prestazioni, ma anche i numeri. Terzo miglior rimbalzista della storia dell’Eurolega, miglior rimbalzista offensivo, secondo miglior stoppatore. Kyle Hines è un uomo da record, raggiunti mano a mano nel corso di una carriera straordinaria. Quattro Euroleghe vinte, tre volte miglior difensore dell’anno ( tra cui questa stagione), trofei ottenuti in giro per tutta Europa. L’ex Cska ha viaggiato molto, diventando pilastro fondamentale di ogni squadra in cui è stato. Impossibile fare a meno delle sue qualità, della sua mentalità vincente, della sua leadership e freddezza in campo. Sir Hines non è uno da molte parole sul parquet, non è un personaggio eclatante, ma è un punto fermo per ogni allenatore e compagno.
Se ho questi numeri è anche perché ho giocato da tanto. Ma certo, anche io penso che siano incredibili per un centro della mia stazza. Sono glaciale in campo? Le emozioni vanno controllate, non puoi farti condizionare da un canestro sbagliato, da un errore. Cerco sempre di essere in controllo di me stesso.
Ora però è arrivato il momento di guardare il futuro. Hines è in scadenza di contratto con l’Olimpia, ma tutto fa pensare che il matrimonio possa continuare. Nei mesi scorsi una trattativa è stata imbastita, ora le volontà coniugate di dirigenza e giocatore possono garantire altri anni di spettacolo a Milano. Stravropoulos l’ha affermato qualche giorno fa, l’americano anche: Kyle e l’Armani vogliono continuare insieme. Ormai è una questione anche di famiglia, che nel capoluogo lombardo si trova benissimo, ed è anche una questione di debiti da saldare. Perché Hines ha un obiettivo: vincere tutto il possibile con la maglia delle scarpette rosse, sotto la guida del suo mentore Ettore Messina. Un’aspirazione realizzabile? Sembrerebbe di sì, e sarebbe anche la conclusione migliore per una carriera da campione.
Ho iniziato la mia carriera in Italia e voglio finirla in Italia, qui a Milano. Io e la mia famiglia qui ci troviamo benissimo, sono qui perché Messina mi ha voluto e voglio ancora poter giocare per lui e vincere non solo l’Euroleague, ma ogni titolo possibile.
