L’Eurolega è ormai arrivata al giro di boa e l’Olimpia Milano, ancora una volta, ha dimostrato di essere diventata grande. I playoff sono assicurati così come il fattore campo, da determinare solamente il posizionamento nella classifica finale. Un traguardo niente male per una società che in questi anni è cresciuta esponenzialmente. La svolta, si sa, è arrivata in particolare con un uomo al comando: Ettore Messina. Uno dei più grandi allenatori europei di sempre, uno da Hall of Fame del basket. Il suo arrivo nel 2019 all’Olimpia ha sancito un deciso cambio di rotta per Milano, diventata una delle squadre più importanti d’Europa.
Proprio Ettore Messina ha parlato, ieri, ai microfoni di Dazn Spagna. Un’intervista a tutto tondo, incentrata prima di tutto sulla sua figura di allenatore. L’attuale coach di Milano nella sua carriera ha vinto tutto, raccogliendo esperienze di tutti i tipi durante la propria formazione. Prima fra tutte ovviamente quella NBA alla corte di Gregg Popovich, un uomo che ha conquistato la sua ammirazione.
Passare cinque anni al fianco di coach Popovich mi ha aiutato molto perché è un maestro nello scegliere ciò che è necessario per il giocatore e per la squadra. Sa usare il suo tempo e quello della squadra in modo incredibile, non un secondo è sprecato.
Da queste parole si può capire come gli anni passati ai San Antonio Spurs abbiano accresciuto ulteriormente il bagaglio di un allenatore eccezionale. Messina è partito da molto lontano nella propria carriera, iniziata negli anni ’80 come allenatore delle giovanili di Mestre. Da qui, il passaggio come vice prima a Udine e poi alla Virtus Bologna, diventando head coach delle V nere nel 1989. Da qui il nativo di Catania non si è più fermato, vincendo titoli in giro per tutta Europa prima di sbarcare nelle Americhe. Serve dire altro per sottolineare la sua esperienza? In tutti questi anni, Messina ha allenato moltissimi talenti e ne ha potuto seguire da vicino tutti i cambiamenti. Proprio su questo punto, molto interessante è lo spezzone dell’intervista riguardante l’evoluzione dei giocatori negli ultimi anni.
I giocatori ora imparano molto, è una generazione in cui il digitale fa loro imparare le cose più facilmente. Inoltre, in Europa ora abbiamo giocatori che sono fisicamente più forti, più veloci e più grossi. Il campo è troppo piccolo per loro. Penso che sia essenziale migliorare il gioco in futuro.
Una dichiarazione decisamente non banale, un po’ come tutte quelle che Messina pronuncia sin da quando siede in panchina. Una panchina che l’allenatore di Milano non sembra però intenzionato ad abbandonare. Nonostante tutte le difficoltà che si possano venire a creare con un’evoluzione del gioco e dei giocatori sempre più inarrestabile.
Bisogna adattarsi a situazioni diverse, a generazioni diverse. Personalmente mi piace allenare, ancor più della partita in sé. Amo poter provare le cose, cambiarle, correggerle, vivere con lo staff tecnico, con i giocatori stessi… É un’esperienza incredibile, più delle partite.
Parole d’amore che suonano melodiche nelle orecchie dei tifosi di Milano. Nel 2019 Messina ha infatti firmato un contratto triennale da allenatore dell’Olimpia, con opzione di rinnovo biennale. La scadenza si avvicina sempre di più, e nonostante la società avesse proposto il rinnovo già a Settembre dello scorso anno, l’ex Spurs ha rinviato la decisione alla fine di questa stagione. Una scelta comprensibile del coach, che in questo modo potrà tirare le somme a giochi conclusi.
In questo momento, nonostante le paure dell’ambiente milanese, sembra improbabile che Messina si ritiri. A maggior ragione dopo queste parole spese per il proprio mestiere. Non sembra quindi un’opzione l’abbandono del ruolo di allenatore per scegliere di agire soltanto come dirigente. Il destino di Ettore sembra ancora legato a quella panchina che tanto ama e che, molto probabilmente, anche la prossima stagione sarà di colori biancorossi. A meno di una chiamata da un certo signor Popovich, che potrebbe regalargli un’occasione più unica che rara…





