Il mercato di Eurolega sta vivendo una fase sempre più complessa, tra cifre in crescita e scelte obbligate. Nella nuova puntata di Backdoor Call, Marco De Benedetto analizza un tema centrale: la riduzione del numero di giocatori realmente accessibili per i top club europei e le conseguenze dirette sui costi.
“C’è un po’ di convinzione, un po’ di testardaggine, un po’ di ansia all’interno delle squadre top di Eurolega che individuano sempre il solito pool di giocatori di riferimento che possono fare differenza, diciamo giocatori sicuri, facciamo un numero, facciamo 30 giocatori che si possono muovere e allora questi giocatori vengono in anticipo, per non saperne leggere e scrivere, strapagati per poterseli assicurare, perché poi c’è la sensazione di avere il salto nel buio. Perché il pool di giocatori possibili, prendibili, per le squadre sembra difficile dirlo, ma è così, anche per le squadre di Eurolega diventa sempre più ridotto perché tra giovani che vanno al college, tantissimi emercati diversi che comunque ci sono e pian piano aumentano, diventa dura.
Il numero di giocatori nel prime che possa essere considerato da Eurolega e che sia poi lì disponibile a muoversi maggio, giugno è basso, questo è un dato di fatto, certamente i prezzi così aumentano e le operazioni che vengono fatte con questi soldi, forse difficilmente poi sostenibili o almeno che si accompagnano difficilmente a quella che vuole essere una spending review. Bisogna capire, come sempre abbiamo detto in questi ultimi mesi, dove si va poi a parare come tendenza.”
Il mercato non è più solo una questione economica, ma strutturale. Se il bacino resta limitato, il rischio è una spirale di spesa sempre meno sostenibile.
