Si potrebbe dire tranquillamente che al Real Madrid conta solo la vittoria e infatti la stagione è cominciata alla grande con la conquista della Supercopa 2021 grazie ad un’incredibile rimonta guidata dall’eterno Sergio Llull sul Barca che stava dominando (anche sul +19). Anche in semifinale il Real aveva recuperato solo nell’ultimo quarto, grazie ad una grande prestazione di Yabusele.
Dopo aver visto quest’incredibile trittico di partite di Supercopa, la domanda è lecita: il Real, dopo le perdite di Laprovittola, Deck e sopratutto di Garuba e di Campazzo e il mercato faranoico dell’estate, è più forte o più debole dell’anno scorso?
Arrivi
| Adam Hanga (SF) | Barcelona | 2 |
| Thomas Heurtel (PG) | ASVEL | 1 |
| Guerschon Yabusele (PF) | ASVEL | 1 |
| Nigel Williams-Goss (PG) | Lokomotiv Kuban | 2 |
| Vincent Poirer (C) | Philadelphia 76ers | 3 |
Partenze
| Usman Garuba (PF) | Houston Rockets | 2 + 2 |
| Nicolas Laprovittola (PG) | Barcelona | 2 |
| Alex Tyus (C) | – | Free agent |
| Felipe Reyes (C) | – | Retired |
Rinnovi
| Pablo Laso (Coach) | 2 |
| Jaycee Carroll (SG) | 1 |
| Sergio LLULL (SG) | 1 |
Stagione 20/21
È stata una stagione strana, con continui cambi di assetto per il Real. Come tutti ricordiamo il Real aveva iniziato bene la stagione scorsa con la vittoria in Supercoppa prima di perdere Campazzo per i Denver Nuggets. Aveva perso la finale di Coppa del Re, ma era riuscita a trovare un ottimo equilibrio e a dominare la RS di campionato, qualificandosi per i playoff di Eurolega grazie all’esplosione di Garuba e il contributo di Deck, Tavarez e dell’intramontabile JC Carrol.
Il Real ha poi ha perso Deck alla vigilia dei playoff di Eurolega e ha quasi rimontato l’Efes poi campione, perdendo in gara 5 solo per un tiro incredibile di Simon negli ultimi secondi di una serie combattutissima. La sconfitta nella finale della ACB ha poi contribuito a dare la scossa per cercare di migliorare la squadra con un mercato semplicemente faraonico.
Il mercato
Con tre vicecampioni Olimpici appena arruolati, Yabusele, Poirer e Heurtel, il mercato del Real era partito in anticipo rispetto alla fine della stagione scorsa. La vera sorpresa è stata Adam Hanga, rubato al Barcellona (questo passaggio al Real spiega la sua assenza in campo alle Final 4 di Colonia?), mentre forse non ci si aspettava l’ingaggio di Williams-Goss, che non viene da due stagioni fortunatissime (Olimpiacos, Utah, G-League a Salt Lake e Loko senza mai essere determinante).
La scelta è stata di affidarsi a campioni navigati, che conosciamo tutti molto bene, con i loro pregi e difetti.
Borsino
A leggerne i nomi non dovrebbero esserci dubbi sulla forza di questo roster, che sembra completo, lunghissimo e pronto per lottare ai massimi livelli. Sotto canestro non dovrebbe esserci una coppia di centri del livello di Tavarez e Poirier in Europa. Il problema maggiore della scorsa stagione (la mancanza di fisicità e atletismo in difesa in spot 3) è stato risolto con Hanga. In cabina di regia Heurtel dovrebbe garantire l’esperienza necessaria.
Se proprio si vuole esagerare nell’essere puntigliosi, qualche domanda potrebbe nascere a riguardo della difesa sul pick & roll: per le caratteristiche dei centri e degli esterni, senza Garuba che era diventato fondamentale sul finire di stagione (abbiamo ancora davanti agli occhi il suo quasi determinante contributo difensivo sugli esterni dell’Efes), la curiosità riguarda soprattutto la difesa contro le Point Guard di Efes e CSKA.
Altre domande sparse: Heurtel in regia sarà a livello delle powerhouse? Williams-Goss riuscirà a fare il salto di qualità per essere determinante? Quanto possono ancora rendere sul lungo periodo i giocatori con tante stagioni sulle spalle?
Nonostante queste domande, i dubbi sono pochi: Laso si dichiara convinto che il Real lotterà al massimo livello e noi siamo d’accordo. L’obiettivo dichiarato sono le Final-Four, e possibilmente la finale di Berlino, e tornare a vincere la Liga ACB dopo 3 anni. Il top player potrebbe essere proprio lui e la sua capacità (in questa caratteristica è sicuramente il miglior coach di EL) di gestire la lunghezza infinita di questo roster, soprattutto dovendo dosare al meglio i minuti degli “anziani”.
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